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Provincia di Taranto piano da 102 esuberi

Provincia di Taranto piano da 102 esuberi
di FABIO VENERE

TARANTO - Provincia, il piano degli esuberi e lo spauracchio del dissesto. È quanto si legge, tra le righe (anzi, a dire il vero, piuttosto chiaramente) dello schema elaborato dalla Provincia di Taranto per collocare il proprio personale in sovrannumero alla luce della riforma Delrio che ha svuotato questi enti locali.

A questo punto, vale la pena (assolutamente) di ricordare quali sono le competenze delle amministrazioni provinciali in base al nuovo quadro normativo. In particolare, le province devono occuparsi di: pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonché tutela e valorizzazione dell'ambiente per gli aspetti di competenza; pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale, nonché costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente; programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispetto della programmazione regionale; raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali; gestione dell'edilizia scolastica; controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale.

Meno competenze, dunque, meno personale che serve evidentemente. In sintesi, la Provincia dovrebbe accompagnare alla pensione (prepensionamento) almeno 41 dipendenti. Inizialmente errano 38 ma ora potrebbero persino aumentare sino a quota 44. Discorso diverso per i 58 dipendenti dell’istituto musicale di alta formazione «Paisiello» che, da fine maggio, potrebbero essere collocati in mobilità e, quindi, essere costretti a percepire l’80 per cento della loro attuale retribuzione. E questo a meno che non passi quello che, in gergo, si chiama «statizzazione», ovvero passaggio allo Stato, dell’istituto. Se questo, però, non accadesse questi dipendenti una volta terminata la mobilità non avrebbero prospettive certe di occupazione a tempo indeterminato o almeno non con la Provincia di Taranto.

Naturalmente, il tema del personale in esubero è strettamente collegato a quello della situazione finanziaria. Ovvero, al bilancio della Provincia di Taranto. Che «pur non essendo allo stato - si riporta testualmente dalla relazione - un ente strutturalmente deficitario e, fino al 2014, rispettoso sia degli obiettivi programmatici imposti in materia di rispetto del Patto di Stabilità Interno che degli obiettivi di finanza pubblica di contenimento della dinamica retributiva e occupazionale prevista in materia di spesa del personale, si troverà, suo malgrado, in situazione - osserva il dirigente - di grave disequilibrio finanziario che può condurre allo stato di predissesto e di dissesto». Peraltro, complessivamente, per effetto della legge, per l’anno finanziario 2015, il taglio per la Provincia di Taranto ammonta a circa 14.4 milioni di euro, a 23.2 milioni per il 2016, mentre per l’anno 2017 sarà di circa 32 milioni di euro.

Tagli che, evidentemente, riforma a parte, rendono impossibile mantenere il personale negli stessi numeri iniziali. E così, si arriva ai 102 esuberi mentre sui dipendenti di Centri territoriali per l’impiego (ex collocamento) e Polizia provinciale pende un grande punto interrogativo.

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