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Caso marò, un altro rinvio si attende udienza Corte suprema indiana

NEW DELHI – Il tribunale speciale di New Delhi incaricato di esaminare l’incidente che ha coinvolto nel 2012 i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ha preso atto oggi che il caso è ancora all’esame della Corte suprema ed ha quindi citato nuovamente le parti per il prossimo 1 luglio 2015. L'Alta Corte suprema dovrebbe fissare l'udienza tra due-tre settimane
Caso marò, un altro rinvio si attende udienza Corte suprema indiana
ROMA – L'ennesimo rinvio giudiziario pesa come un macigno sul caso dei due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, giunto ormai al suo terzo anniversario. Il tribunale speciale di New Delhi ha rimandato al 1 luglio la prossima udienza di un’odissea che soltanto due giorni era rimasta impantanata nelle procedure della Corte Suprema che ha finito di esaminare il ricorso degli avvocati italiani contro la presenza nelle indagini della polizia antiterrorismo Nia ma ancora non ha fissato una data per il ritorno in aula.

La notizia arrivata oggi dall’India ha subito riacceso la polemica in Italia con il leader della Lega Nord Matteo Salvini che è arrivato a chiedere le dimissioni del governo e l’esecutivo che ha ribadito l’impegno a trovare un’intesa politica con l’India.   

  Il rinvio di oggi non è altro che una conseguenza delle decisioni della Corte Suprema, tanto che prima di comunicare la sua decisione il giudice Neena Bansal Krishnam ha avuto una breve discussione con i legali dei due marò ed ha esaminato gli atti processuali della massima Corte. E, a quanto si apprende, il rinvio a luglio è scaturito dalla convinzione che il procedimento in Corte suprema richiede ancora tempo, anche se fonti legali avevano parlato di una possibile nuova udienza entro la fine del mese.

Prima quindi di metà aprile, quando scade l’ulteriore permesso di tre mesi concesso a Massimiliano Latorre per riprendersi del tutto dall’ictus che lo ha colpito il 31 agosto. Qualora la Corte suprema si dovesse davvero riunire entro due-tre settimane si dovrà poi tenere conto della lunga pausa dovuta alle ferie giudiziarie: i tribunali indiani chiuderanno, infatti, dal 17 maggio al 30 giugno.

 Che sia la conseguenza di una normale procedura burocratica o la prova che da parte di New Delhi non c'è la volontà di risolvere il groviglio giudiziario nel quale sono rimasti impelagati i due militari, la decisione di oggi ha scatenato la a Roma la rabbia di una parte politica. "Il prestigio del governo Renzi a livello internazionale è notevole", ha scritto con ironia su Facebook il leader della Lega Nord Matteo Salvini che ha attaccato "sarebbe ora che qualcuno desse le dimissioni".

Da Cuba, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha replicato che il governo Renzi continua a lavorare "ad una soluzione del caso basata su un’intesa politica" con New Delhi" e che "questo resta il terreno dell’impegno" dell’esecutivo.

"Di fronte al milionesimo rinvio indiano dell’udienza marò anche la pazienza di Gandhi sarebbe finita. Cosa dice il presidente Mattarella?", ha attaccato su Twitter la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. "Governo italiano svegliati!!!", le ha fatto eco il presidente della Commissione Difesa della Camera dei deputati Elio Vito. "Di Renzi ricordo uno dei tanti annunci: 'Per i marò faremo semplicemente di tutto. Consideriamo il loro caso una priorita”. Correva il giorno 22 febbraio 2014", ha accusato Ignazio La Russa.

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