Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 21:04

Processo Scazzi, legali di Sabrina depositano la perizia sui cellulari

di MIMMO MAZZA
TARANTO - «Vi è la prova scientifica che il cellulare di Cosima Serrano potesse essere al piano superiore della villetta alle 15.25 del 26 agosto 2010». A calendario delle discussioni già apparecchiato e con la sentenza attesa tra fine aprile e inizio maggio, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, difensori di Sabrina Misseri, giocano la carta della perizia per smontare un pezzo importante delle prove a disposizione della pubblica accusa e tentare così di ribaltare il verdetto di primo grado del processo per la morte di Sarah Scazzi, la 15enne scomparsa ad Avetrana nel 2010
Processo Scazzi, legali di Sabrina depositano la perizia sui cellulari
di Mimmo Mazza

TARANTO - «Vi è la prova scientifica che il cellulare di Cosima Serrano potesse essere al piano superiore della villetta alle 15.25 del 26 agosto 2010». A calendario delle discussioni già apparecchiato e con la sentenza attesa tra fine aprile e inizio maggio, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, difensori di Sabrina Misseri, giocano la carta della perizia per smontare un pezzo importante delle prove a disposizione della pubblica accusa e tentare così di ribaltare il verdetto di primo grado del processo per la morte di Sarah Scazzi, la 15enne scomparsa ad Avetrana nel 2010.

I legali della giovane condannata, assieme alla madre Cosima Serrano, all’ergastolo per concorso in sequestro di persona e omicidio volontario aggravato, hanno depositato nella cancelleria della corte d’assise d’appello di Taranto una memoria difensiva con acclusa una perizia redatta dal consulente tecnico di parte Antonio Politi, esperto di informatica forense con studio a Lecce. La questione in ballo riguarda l’accertamento svolto dai carabinieri del Ros di Lecce, guidati dal tenente colonnello Paolo Vincenzoni, sulla copertura delle compagnie telefoniche presenti nel territorio di Avetrana. Una premessa tecnica è d’obbligo. Tutte le persone coinvolte nell’omicidio Scazzi usavano cellulari Vodafone e malgrado l’aiuto fornito agli inquirenti dai tecnici del gestore, nessun telefonino era dotato di dispositivo satellitare gps e dunque è stato difficile accertare con estrema precisione la loro posizione.

Nel caso di Avetrana c’è però una particolarità tecnica che ha aiutato gli investigatori. L’abitazione della famiglia Misseri è coperta infatti da un ripetitore Umts, quello di terza generazione (sul display dei cellulari compare il simbolo 3G). Non così il garage, dove il segnale Umts non arriva e quindi i cellulari non solo scalano sulla frequenza Gsm, come avviene in questi casi, ma agganciano una cella che gli specialisti del Ros non hanno poi mai rilevato nella veranda, nel cortile e nell’abitazione degli zii di Sarah. Probabilmente una diabolica coincidenza di segnali e di campi che però ha permesso ai carabinieri del Ros di specificare in quale porzione della villetta di via Deledda si trovavano i cellulari dei protagonisti quel tragico pomeriggio.

Proprio usando questi parametri, secondo i militari del Ros, il telefono di Cosima Serrano alle 15.25 si trovava in garage, un luogo dove lei ha sempre negato di essere stata quel giorno e soprattutto in quelle ore. Invece, per 40 secondi, il suo cellulare ha agganciato un’altra cella, quella del garage, che, come detto, non è stata mai captata nella veranda, nel cortile e nell’abitazione. Sulla perizia del Ros hanno dato battaglia in primo grado gli avvocati difensori di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, contestando non solo la perentorietà delle conclusioni a cui i carabinieri sono giunti ma anche il fatto che non sia più possibile ripetere l’accertamento, questa volta alla presenza dei consulenti di parte, in quanto dal settembre del 2011 la rete telefonica di Avetrana è cambiata. In apertura del processo d’appello, i legali sono tornati alla carica, chiedendo alla corte di escludere ai fini della decisione, proprio la consulenza dei Ros.

La corte d’assise d’appello lo scorso 23 gennaio ha però rigettato tale richiesta, sostenendo che quello compiuto dai carabinieri non rientra nel novero degli accertamenti tecnici irripetibili e dunque non è stato leso alcun diritto di difesa. Ora gli avvocati Coppi e Marseglia, sostengono che quell’accertamento in realtà potrebbe essere ripetuto chiedendo però al gestore di ripristinare la geografia della rete presente il 26 agosto del 2010, e in ogni caso allegano la consulenza del dottor Politi, sottolineando che la perizia dei Ros è priva di fondamento probatorio e contiene errori procedurali e scientifici, a partire proprio dall’accertamento riguardante la presenza di Cosima Serrano nel garage della villetta di via Deledda: i carabinieri avrebbero infatti compiuto un errore nell’indicare il tipo di cella agganciata dal cellulare della madre di Sabrina. Spetterà alla corte d’assise d’appello nell’udienza in programma venerdì prossimo decidere sulla richiesta degli avvocati Coppi e Marseglia.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione