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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 12:48

Omicidio sala giochi Taranto: arrestato presunto assassino

TARANTO - E' stato rintracciato a casa della sorella, al rione Tamburi di Taranto, e arrestato dalla polizia Benito Potenza, di 32 anni, considerato l’autore materiale dell’omicidio di Cosimo Denaro, di 40 anni, ucciso con un colpo di fucile il 6 gennaio scorso in piazza De Amicis a Taranto, davanti a una sala giochi gestita con il fratello.
Omicidio sala giochi Taranto: arrestato presunto assassino
E' stato rintracciato a casa della sorella, al rione Tamburi di Taranto, e arrestato dalla polizia Benito Potenza, di 32 anni, considerato l’autore materiale dell’omicidio di Cosimo Denaro, di 40 anni, ucciso con un colpo di fucile il 6 gennaio scorso in piazza De Amicis a Taranto, davanti a una sala giochi gestita con il fratello.

L’uomo era destinatario di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Vilma Gilli su richiesta del sostituto procuratore Daniela Putignano. Sono già in carcere il 25enne, suo fratello, Cosimo e il 28enne Francesco Longobardi, accusati di concorso in omicidio e sequestro di persona.

Il killer imbracciò il fucile a canne mozze, gridò 'Compà Mimino!' e sparò un solo colpo contro Denaro. L’agguato fu ripreso da una telecamera di videosorveglianza. Dieci avventori furono presi in ostaggio e tenuti sotto tiro per dodici minuti. Uno dei testimoni raccontò che la vittima "da tempo aveva avuto ripetuti contrasti con Potenza Benito, Potenza Cosimo e Longobardi Francesco, sfociato anche in scontri fisici soprattutto con il primo". Benito Potenza era convinto di aver subito un furto di cocaina che poi sarebbe stata rivenduta a prezzi irrisori proprio a Denaro.

Nell’ambito della stessa indagine oggi è stata arrestata e posta ai domiciliari per favoreggiamento personale Elisabetta Lanoce, di 33 anni. Proprio seguendo la donna gli investigatori sono riusciti a risalire al luogo in cui si nascondeva il ricercato.

Denaro fu ucciso sotto gli occhi di sua moglie, di suo fratello e di sua sorella. I testimoni hanno confermato le accuse nei confronti degli arrestati nel corso di un incidente probatorio.

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