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Legge il «decreto Ilva» Renzi: un progetto serio I 10 punti fondamentali Vendola: molte lacune Tutte le altre notizie

TARANTO – La Camera ha approvato in via definitiva il decreto proveniente dal Senato sull’Ilva, sullo sviluppo della città e dell’area di Taranto. Il provvedimento è stato varato con 284 voti a favore, 126 contro (M5S, Sel e Lega Nord) e 50 astenuti (Fdi e Fi). Renzi: un progetto serio che riguarda tutta la città di Taranto, non solo il polo siderurgico. Risaniamo e rilanciamo l’Ilva, perchè è una realtà strategica per il Paese. Ma lo facciamo mettendo al centro la tutela dell’ambiente. Ci siamo assunti la responsabilità e l’impegno a rimediare gli errori fatti in quella città, che merita tutta l’attenzione dello Stato". Ecco le principali dieci misure previste dalla norma. Tutte le reazioni di politici e sindacato
Legge il «decreto Ilva» Renzi: un progetto serio I 10 punti fondamentali Vendola: molte lacune Tutte le altre notizie
TARANTO – Il decreto Salva-Ilva è legge: dopo circa due mesi di lavori parlamentari, l’Aula della Camera ha approvato definitivamente la conversione del decreto legge varato dal cdm alla vigilia di Natale, che ha l’ambizione di riuscire a far convivere una produzione altamente inquinante come l’acciaio con il benessere ambientale e la tutela della salute. Soddisfatto il presidente del consiglio Matteo Renzi, che via twitter commenta: "Per Taranto (e per l’Ilva) riparte la speranza".

"Risaniamo e rilanciamo l’Ilva, perchè è una realtà strategica per il Paese – spiega il premier – Ma lo facciamo mettendo al centro la tutela dell’ambiente". E proprio su questo fronte il ministro dell’ambiente Gian Luigi Galletti assicura che l’impegno del Governo "non si ferma – scrive in un tweet - accelerare su piano risanamento e bonifiche urbane". Per il ministro dello sviluppo Federica Guidi la conversione pone le premesse per la rinascita del gruppo siderurgico. Il sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova evidenzia come siano stati coniugati "salvaguardia occupazionale e tutela ambientale, lavoro e salute". Critica una parte della politica, con l’M5S (che in Aula ha esposto cartelli e votato no insieme a Lega e Sel) che parla di decreto scritto per le banche e la Lega che chiede al Governo di andare a casa.

Ora Ilva Spa potrà contare su una dote di almeno 1,8 miliardi. Nel frattempo è in fase di conversione il decreto 3/2015 che predispone lo schema per la creazione della newco che dovrà risanare e rilanciare il gruppo.

Ecco di seguito le principali misure previste dalla Legge.

1) L’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA – Viene estesa la legge Marzano all’Ilva, permettendo il passaggio all’amministrazione straordinaria. E’ una sorta di fallimento controllato con alcune deroghe che tutelano le pmi dell’indotto e dell’autotrasporto che hanno effettuato prestazioni per risanamento ambientale, sicurezza, salute.
 
2) VENDITA O AFFITTO A PREZZO DI MERCATO – I commissari potranno vendere o affittare gli impianti (a prezzi non inferiori a quelli di mercato). L’individuazione dell’affittuario o dell’acquirente avverrà a "trattativa privata". Con l’offerta deve essere presentato un piano industriale e finanziario.

3) IL "SALVACONDOTTO" DELLO STATO PER I COMMISSARI – Sono previste diverse forme di "salvacondotto" nei confronti dei commissari e loro delegati per l’adempimento di atti previsti dalla Salva-Ilva.

4) IL PIANO AMBIENTALE – Per portare a compimento il Piano Ambientale previsto dal Dpcm 14 marzo 2014, si accelerano le procedure burocratiche e si ribadisce il timing delle esecuzioni (l'80% delle prescrizioni vanno ultimate per il 31 luglio 2015, l'intero Piano entro il 4 agosto 2016). Sono stanziati 10 milioni per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi nel comune di Statte. La Regione Puglia può finanziare interventi per 5 milioni per la cura e la prevenzione dei tumori pediatrici nella provincia di Taranto.  

5) SOSTEGNO PMI E AUTOSTRASPORTO – Alle Pmi locali, a partire da quelle dell’indotto e dell’autotrasporto Ilva, viene riservato un importo massimo di 35 milioni del Fondo di Garanzia per le Pmi. Sospese fino al 20 dicembre 2015 le cartelle esattoriali. Sospese le rate dei mutui per gli anni 2015-2017.

6) IL TESORETTO DEI RIVA TORNA IN ITALIA – Viene facilitato il trasferimento in Italia delle somme sequestrate ai Riva (1,2 miliardi) tenute in conti Ubs in Svizzera. Le somme verranno convertite in obbligazioni emesse dall’amministrazione straordinaria e destinate alla realizzazione dell’Aia.

7) FINANZIAMENTI DA CDP – I commissari potranno "contrarre finanziamenti per un ammontare complessivo fino a 400 milioni di euro" con la garanzia dello Stato: presupposto indispensabile per un finanziamento da parte di Cassa Depositi Prestiti.

8) 156 MILIONI DA FINTECNA – I commissari sono autorizzati a chiudere il contenzioso Ilva-Fintecna su eventuali risarcimenti per danni ambientali antecedenti alla privatizzazione dell’Ilva (16 marzo 1995): Fintecna trasferirà così all’amministrazione straordinaria 156 milioni.

9) LE BONIFICHE DI TARANTO – Viene istituito un Tavolo per l'area di Taranto a Palazzo Chigi e viene costituito un Contratto istituzionale di Sviluppo (Cis), che deve contenere il programma per bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto e il Piano di interventi per il comune.  

10) IL PIANO PER TARANTO – Il comune di Taranto predispone un piano per la riqualificazione, recupero, e valorizzazione della città vecchia. Le somme per gli interventi arrivano dai fondi europei.

La legge sull'Ilva è "un progetto serio che riguarda tutta la città di Taranto, non solo il polo siderurgico. Risaniamo e rilanciamo l’Ilva, perchè è una realtà strategica per il Paese. Ma lo facciamo mettendo al centro la tutela dell’ambiente". Così il premier Matteo Renzi su Facebook dopo il via libera della Camera. "Ci sono i fondi per le bonifiche e le risorse per porto e museo. Ci siamo assunti la responsabilità e l’impegno a rimediare gli errori fatti in quella città, che merita tutta l’attenzione dello Stato".

Il decreto legge sull'Ilva "resta per me uno degli atti più emozionanti, pensando ai lavoratori, alle famiglie, ai bambini di questa città bella e disperata. Riparte la speranza: questa è #lavoltabuona anche per Taranto", aggiunge il presidente del Consiglio Matteo Renzi su Facebook"Approvato definitivamente il decreto legge. Per Taranto (e per l’Ilva) riparte la speranza". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi. E accompagna al messaggio l’hashtag #lavoltabuona.

LE REAZIONI
La definitiva conversione in legge da parte del Parlamento del decreto sull'Ilva pone le premesse per la rinascita del gruppo siderurgico che rappresenta un pezzo fondamentale dell’industria manifatturiera italiana". Lo afferma il Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi. "L'approvazione del decreto e la forte iniezione di liquidità che ne deriverà – aggiunge Guidi -, daranno adesso una spinta determinante ai lavori per il risanamento ambientale dell’impianto siderurgico, garantiranno la salvaguardia dei livelli occupazionali e consentiranno al Paese di poter continuare a disporre della produzione siderurgica di uno degli stabilimenti più importanti d’Europa". "Grazie al lavoro dei tre commissari – conclude – si potrà così traghettare l’Ilva verso un ritorno alla normalità proprio nel momento in cui i primi segnali di ripresa dell’economia italiana stanno riaccendendo la domanda di acciaio, uno dei pilastri fondamentali sui quali si basa l’industria manifatturiera nazionale".

“In nome del popolo inquinato e ammalato, ingiustizia è fatta”. Lo afferma in una nota il coportavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli ricordando che la Camera dei deputati oggi ha convertito in legge il decreto su Ilva, “il settimo – aggiunge – in quasi tre anni, che condanna la popolazione di Taranto a vivere con la diossina e con i veleni”. Secondo Bonelli “si continua a voler tenere in vita un modello produttivo che a Taranto non è riparabile essendo quello dell’Ilva un impianto vecchissimo, che produce un inquinamento, secondo gli studi dell’Istituto superiore di sanità, che ha provocato un aumento della mortalità infantile del +21% e del + 54% di malattie tumorali tra i bambini rispetto alla media”. La legge approvata oggi, attacca il leader dei Verdi, “è incostituzionale a partire dalla norma feudale che garantisce l'impunità penale ai commissari Ilva e perchè sospende le leggi di tutela sanitaria e ambientale. Questo decreto – denuncia l'esponente ecologista – serve per garantire i crediti delle banche con i soldi dello Stato e quindi dei cittadini, mentre i tarantini continuano a morire nelle corsie degli ospedali”.

"Non ci può essere un futuro produttivo per l’Ilva di Taranto senza risanamento ambientale, così come non ci può essere il risanamento del territorio senza il rilancio dell’Ilva. Il decreto votato oggi è uno strumento straordinario per una situazione drammatica e straordinaria".  Lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando il via libera di Montecitorio alla conversione del decreto Ilva. "Offre nuovi strumenti – dice Realacci – per intervenire per la riqualificazione degli impianti e la bonifica del territorio, a partire dalla disponibilità di un miliardo e duecento milioni di euro bloccati in Svizzera alla famiglia Riva e da destinare  al risanamento dell’ambiente. Una buona notizia per i cittadini e per i lavoratori a cui viene data una speranza di ripresa".

"La conversione del decreto legge sull'Ilva in legge è un punto di partenza strutturale per l'industria siderurgica nazionale e per l’economia dell’intero Paese". Lo afferma in una nota Rocco Palombella, segretario nazionale della Uilm, dopo l’approvazione del provvedimento da parte della Camera dei Deputati. "Da oggi – puntualizza – occorre agire perchè la gestione della newco possa determinare i risultati positivi che si prefigge, unire cioè il diritto alla salute e quello al lavoro. In quest’ottica l’azienda siderurgica potrà ritrovare le condizioni per poter competere con la concorrenza ed essere venduta alle condizioni migliori ad un gruppo siderurgico capace di farla espandere ancor di più, garantendo i livelli produttivi, quelli occupazionali – conclude il segretario della Uilm – e le idonee condizioni ambientali".

Una trentina di tarantini sugli spalti della Camera dei deputati ha silenziosamente testimoniato il dolore di una città”. Lo scrive il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, commentando la conversione in legge del decreto Ilva. Peacelink ha diffuso volantini nei quali afferma che "l'Ilva non è in grado di restituire prestiti se non ha margini di utile. E’ una fabbrica che ha accumulato quasi tre miliardi di perdite dal sequestro degli impianti a oggi. E’ - aggiunge l'associazione ambientalista – una fabbrica destinata ad affondare sotto il peso della recessione e delle pesanti perdite mensili che accusa mese dopo mese”. In realtà, secondo Marescotti, “i favoleggiati due miliardi di euro della legge non sono disponibili. E’ puramente un’operazione virtuale, è una somma che lo Stato userà come garanzia per futuri 'pagherò".  La manovra – precisa l’ambientalista – "è finalizzata a garantire i creditori dell’Ilva, con le garanzie dello Stato. Ma è una garanzia di carta”. Si tratta, conclude Marescotti, di un ulteriore “appesantimento del maxi-debito Ilva che rischia di scaricarsi sulla fiscalità generale. L’unica scelta sensata è pertanto quella di utilizzare fondi europei per realizzare un progetto di salvataggio dei lavoratori Ilva con attività alternative che possano rilanciare l’economia della città, bonificandola e rendendola appetibile per investimenti sostenibili”.

 "Il decreto Ilva-Taranto risponde ad una serie di problematiche urgenti, di natura ambientale, industriale, sociale, sanitaria ed economica. Accogliamo questo provvedimento con ragionevole fiducia". E’ quanto dichiara il deputato tarantino del Pd Michele Pelillo, vice presidente della Commissione Finanze della Camera dei deputati commentando la conversione in legge del decreto Ilva. "Il presidente Renzi e il suo governo – aggiunge – accettano fino in fondo la sfida, ci mettono la faccia, per vincere la scommessa che, se vinta, può diventare una conquista emblematica: porre in equilibrio il diritto al lavoro e il diritto alla salute nella fabbrica più grande d’Italia, che è anche il centro siderurgico più grande d’Europa". In meno di tre anni, la questione Ilva "è approdata – fa rilevare il deputato - per la settima volta in Parlamento: un percorso legislativo la cui lunghezza e difficoltà sono in parte giustificate dalla complessità della vicenda, della quale il governo e il Parlamento si sono fatti carico. Il nostro obiettivo – conclude Pelillo – è riconciliare la produzione con l’ambiente e la salute, i lavoratori con i cittadini".

 "Salvare l’Ilva di Taranto non poteva che significare guardare alla centralità del lavoro per coniugare in modo stringente salvaguardia occupazionale e tutela ambientale, lavoro e salute. E così è stato". Così il sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova commenta l’ok definitivo alla conversione del decreto legge Ilva. "Non a caso il decreto approvato oggi alla Camera immagina un rilancio del sito produttivo di Taranto legandolo, così come previsto dall’Europa, all’applicazione delle nuove tecnologie.  E dunque – prosegue Bellanova – l'impiego di consistenti risorse finanziarie rivenienti dallo sblocco dei Fondi Fintecna e da una disponibilità di linee di credito ordinarie finalizzate al rilancio del sito che, giova ricordarlo, è la più grande acciaieria d’Europa".
"Contemporaneamente, fin dall’inizio, l’obiettivo di questo Governo e del Parlamento è stato quello di rispondere positivamente e credibilmente alla necessità di tutela occupazionale anche per le imprese dell’indotto, che costituiscono un segmento rilevante della medesima catena produttiva. D’altra parte, solo pochi giorni fa, abbiamo sottoscritto al Ministero del Lavoro l’accordo che permette a 765 lavoratori dell’Ilva di Genova, in amministrazione straordinaria, di usufruire degli ammortizzatori sociali anche per i mesi di giugno e luglio e per metà agosto, grazie alla trasformazione della cassa integrazione in deroga, prevista da gennaio fino a maggio 2015, in Cigs, fino al 30 settembre 2015, a tutela della continuità del reddito per i lavoratori, in attesa che partano, dall’1 ottobre, i contratti di solidarietà.  Ancora una volta, dunque, – conclude – si conferma l’impegno a privilegiare in ogni modo la salvaguardia delle condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie, oltre che la tutela dei posti di lavoro e il rilancio dell’attività produttiva". 

"Sel ha votato contro l’ennesimo decreto sull'Ilva, un testo blindato sul quale ci è stato impedito di cambiare anche solo una virgola, con la bocciatura di tutti i nostri emendamenti. Un decreto che viola la Costituzione e il diritto comunitario come evidenziato dalla ennesima apertura di una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese". Lo affermano il capogruppo dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà, Arturo Scotto e la deputata tarantina di Sel Donatella Duranti. "L'esclusione della responsabilità penale ed amministrativa del commissario, e dei suoi delegati", proseguono, "viola il principio di uguaglianza davanti alla legge e il principio della responsabilità dei funzionari dipendenti dello Stato" mentre la previsione dell’attuazione dell’80% delle prescrizioni AIA, riferite alla quantità e non alla qualità, "viola l’obbligo di tutela del paesaggio e della salute, nonchè l’obbligo di impedire che l’iniziativa economica arrechi danno alla dignità ed alla sicurezza dei cittadini". Inoltre, sostengono, "viene indebolita la legge regionale sulla valutazione del danno sanitario". "Si produce infine un cortocircuito con le normative europee che si basano sui principi di precauzione, prevenzione e correzione nonchè sul principio del 'chi inquina pagà". "Il decreto di oggi è l’ennesimo simbolo di un governo incapace, buono solo a guadagnare tempo giocando sulla pelle dei cittadini e lavoratori. Taranto non si merita assolutamente tutto questo". "Servirebbero investimenti seri per il risanamento ambientale, per l’innovazione e la diversificazione produttiva e per la valorizzazione culturale e turistica della città di Taranto. Per l’ennesima volta però, nulla di tutto questo è stato fatto. Per tutte queste ragioni il nostro no èè stato forte ed evidente. Lo diciamo con grande convinzione e sofferenza – concludono Scotto e Duranti – se Taranto non si salva e cambia, non si salverà e non cambierà l’Italia, ed il nostro Paese non uscirà da una 'modernita” che calpesta diritti e dignità".

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