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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:27

Taranto, processo Scazzi Zia Cosima: «Mai gelosa Ho sempre aiutato Concetta»

TARANTO - Per tutto il tempo in cui ha reso dichiarazioni spontanee dinanzi alla Corte di assise d’appello, Cosima Serrano ha stretto in mano un foglio con appunti, ma non li ha mai guardati, parlando a braccio per più di un’ora e concludendo con un riferimento quasi 'biblicò. "Sono passati 2015 anni – ha detto – e Gesù Cristo venne condannato dal popolo. Se allora tutti vogliono che siamo condannate...Oggi tutti i giorni vengono condannati degli innocenti". Parole che non hanno scalfito le convinzioni della sorella di Cosima, Concetta, madre di Sarah Scazzi, che a fine udienza ha ribadito: "Non ha fatto altro che ripetere quello che ha detto prima. Non credo che da lei uscirà la verità", aggiungendo una battuta amara su quel riferimento a Gesù: "Sta studiando religione". Oggi udienza sulla trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche tra Sabrina Misseri e il padre Michele e tra la stessa Sabrina e Concetta. Si riprenderà il 13 marzo
Taranto, processo Scazzi Zia Cosima: «Mai gelosa Ho sempre aiutato Concetta»
TARANTO – Dinanzi alla Corte di assise di appello di Taranto nel corso dell'udienza del processo di secondo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, con l’audizione del consulente Francesco Abbinante, nominato dalla Corte, sulla trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche tra Sabrina Misseri e il padre Michele e tra la stessa Sabrina e Concetta Serrano, madre di Sarah, e con sua madre, Cosima Serrano. La difesa di Sabrina ha mosso alcuni appunti sulle trascrizioni e in aula sono state ascoltate le conversazioni oggetto di discussione.

Sono attese oggi dichiarazioni spontanee da parte di Cosima Serrano, zia di Sarah, condannata in primo grado all’ergastolo per l’omicidio insieme a Sabrina. Non è escluso che la stessa Sabrina decida anche lei di fare dichiarazioni spontanee. 

In aula è stata riascoltata anche gran parte di un lunga telefonata tra Giuseppina Scredo e Cosima Prudenzano, rispettivamente moglie e suocera di Giovanni Buccolieri, il fioraio di Avetrana (Taranto) che riferì agli inquirenti, per poi dire che si era trattato di un sogno, di aver visto il 26 agosto 2010 (giorno dell’uccisione di Sarah) Cosima Serrano costringere la quindicenne a salire a bordo della sua auto, dove – secondo l’accusa – probabilmente c'era anche Sabrina. Buccolieri è indagato in un altro procedimento per false dichiarazioni al pubblico ministero.

COSIMA: NIENTE GELOSIE, CI SIAMO SEMPRE AIUTATI - "Si è parlato tanto di invidia, gelosia, ma non ho mai sentito che tipo di gelosia, invidia, di quale rancore? Ci siamo sempre aiutati l’un l’altro tra genitori e sorelle, quando Concetta ha avuto bisogno di me sono stata sempre presente, sempre a disposizione, non me lo facevo ripetere due volte". Lo ha detto Cosima Serrano rendendo dichiarazioni spontanee al processo d’appello per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi.

"In primo grado – ha proseguito Cosima – non ho parlato tanto. Mi ha consigliato il mio  avvocato, tanto non sarebbe cambiato nulla, era scontato", aggiungendo di non aver "mai avuto bisogno" di aiuto da Concetta.

"Capisco mia sorella, forse al suo posto avrei detto di peggio, ma in cuor suo sa che non c'entriamo nulla". "Sarah – ha aggiunto Cosima –  è stata sempre trattata da ospite. Lei parlava male della madre e io la rimproveravo dicendole che tutte le mamme, quando si preoccupano delle figlie, sembrano cattive".

«MAI DETTO CHE IL PADRE DI SARAH ERA DELINQUENTE» - "Alcuni amici di Sarah le dicevano che il padre era un delinquente. Noi mai detto questo, lo può dire anche Claudio (fratello di Sarah, ndr)", ha poi detto tra le lacrime e singhiozzando Cosima Serrano.

«DOPO LA SCOMPARSA HO PENSATO A UN INCIDENTE» - "Dopo la scomparsa di Sarah ho pensato avesse avuto un incidente", ha proseguito Cosima. Il 26 agosto 2010, quando Sarah scomparve, 'ho detto 'magari è successo qualcosa in strada, forse l’hanno investita e portata in ospedalè, e ho chiamato mia sorella dicendole di chiamare in ospedale", ha detto Cosima raccontando cosa fece il giorno in cui avvenne il delitto.

"Meno di 24 ore dopo la scomparsa di Sarah ho pensato: o l’hanno presa per farle violenza o qualcuno di San Pancrazio Salentino vuole vendicarsi per il padre".

«MICHELE ERA IN CASA, MA NON SAPEVO DOVE» -  Quando gli investigatori le chiesero dove si trovasse Michele Misseri, all’ora di pranzo del 26 agosto 2010, risposi "che stava in casa", ha detto Cosima Serrano precisando di non aver mai saputo in quale parte della villetta si trovasse esattamente.

«IL GIORNO DELLA SCOMPARSA ANDAI A LAVORARE» - "Il 26 agosto – ha raccontato Cosima – sono andata a lavorare la mattina, siamo andati fra  San Giorgio Jonico e Taranto, sono tornata non prima delle 13.30 e a casa non c'era nessuno". "Sono andata in bagno – ha proseguito Cosima – non c'era nessuno, ho mangiato, poi sono andata a letto e lì c'era mia figlia che stava dormendo. Ho acceso la tv perchè sto più tranquilla, il silenzio mi dà fastidio. Dopo un pò ho sentito un messaggio e mia figlia mi ha detto 'devo andare al mare, mò avviso Sarah'".

"Dormivo e non dormivo, Sabrina – ha continuato Cosima - stava col telefonino in mano, si è alzata, mi sono tranquillizzata quando ho sentito sbattere la porta. Dopo alcuni secondi ho sentito dire 'Papà, hai visto arrivare Sarah?' e poi ha chiesto a me aggiungendo 'perchè Sarah non c'e». Ho detto magari è successo qualcosa in strada, forse l’hanno investita e portata in ospedale e ho chiamato mia sorella dicendole di telefonare in ospedale. A quel punto mi sono vestita per andare dai carabinieri, ho incontrato mia sorella che andava in caserma per informarli. Mia figlia mi ha detto 'facciamo un pò di giri in autò. Abbiamo incontrato Mariangela Spagnoletti e un’altra amica, poi sono tornata a casa".

«IL FIORAIO RACCONTA UN SOGNO» - "Il fioraio racconta un sogno, è assurdo che Sarah si trovasse lì in strada e Anna Pisanò ha amplificato un sogno. Quel giorno Sarah non l’ho vista proprio, l'ho vista la sera prima". "Anche la ragazzina, Alessandra Spagnoletti, – ha continuato Cosima – ha raccontato le cose come una poesia, era impossibile che potessi essere vestita come dice lei".

«TUTTI SAPEVANO CHE A SABRINA PIACEVA IVANO» - "Tutti sapevano che a mia figlia piaceva quel ragazzo (Ivano Russo, ndr). Si appartavano? Meglio così. Ivano non era sposato, cosa c'è di male? Non mi importa della vergogna che dice la gente. Mia figlia è una persona con la testa sulle spalle".

«MIO MARITO HA TENTATO DUE VOLTE DI AGGREDIRMI» - "Mio marito ha tentato di aggredirmi due volte. La prima con un’accetta, la seconda volta in campagna con una pietra". 

«SE VOGLIONO CONDANNARCI COME GESU'...» - "Sono passati 2015 anni e Gesù Cristo venne condannato dal popolo. Se allora tutti vogliono che siamo condannate...Oggi tutti i giorni vengono condannati degli innocenti". "Noi abbiamo  fatto sempre del bene", ha concluso.

Il processo d’appello per l'omicidio di Sarah Scazzi è stato aggiornato al 13 marzo prossimo, quando l’avv. Nicola Marseglia, che difende Sabrina Misseri insieme all’avv.Franco Coppi, depositerà una memoria difensiva. Nell’udienza del 27 marzo ci sarà la discussione del sostituto procuratore generale Antonella Montanaro, e dal primo aprile inizieranno le arringhe difensive. La sentenza potrebbe essere emessa ai primi di maggio.

CONCETTA: NON CREDO CHE DA COSIMA USCIRA' MAI LA VERITA' - "Cosima deve prendere la sua responsabilità e raccontare la verità. Siamo sempre allo stesso punto, non ha fatto altro che ripetere quello che ha detto prima". "Non credo che da lei uscirà la verità"  Così Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi, ha commentato, uscendo dall’aula dove si è svolta l’udienza del processo, le dichiarazioni spontanee della sorella.

"Evidentemente sta studiando religione". E’ la battuta amara che la mamma di Sarah Scazzi, Concetta Serrano, ha rilasciato sulla sorella Cosima, terminata l'udienza del processo d’appello. Cosima, facendo dichiarazioni spontanee in aula, aveva detto che "il popolo" vuole condannare lei e sua figlia Sabrina, così come accadde con Gesù.

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