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Studenti il 3 marzo al palazzo dell'Onu

di PAMELA GIUFRE'
TARANTO - Dal Salone degli Stemmi della Provincia di Taranto al Palazzo di vetro di New York. Sono pronti a partecipare all’assemblea generale dell’Onu gli studenti tarantini che, ieri mattina, hanno simulato la seduta delle Nazioni Unite in vista del prossimo appuntamento del 3 marzo
Studenti il 3 marzo al palazzo dell'Onu
di Pamela Giufrè

Dal Salone degli Stemmi della Provincia di Taranto al Palazzo di vetro di New York. Sono pronti a partecipare all’assemblea generale dell’Onu gli studenti tarantini che, ieri mattina, hanno simulato la seduta delle Nazioni Unite in vista del prossimo appuntamento del 3 marzo. I ragazzi, appartenenti ad una decina di istituti scolastici, sono infatti stati coinvolti nell’innovativo quanto formativo progetto dell’associazione UNlab, che da diversi anni consente ai giovani italiani di partecipare ad un’esperienza unica e allo stesso tempo qualificante, quale quella di sedere tra i banchi dell’assemblea generale dell’Onu.

Alla simulazione di ieri - una vera e propria prova tecnica prima della partenza - hanno partecipato, tra gli altri, Federico Paganucci e Federica Bozzetto, rispettivamente presidente e vice dell’associazione UNlab, sotto la supervisione dei delegati dell’Onu inviati da New York per la realizzazione del progetto che terminerà domani. I lavori sono stati aperti dal presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano. Tra i docenti, anche il dirigente scolastico del liceo Archita, Pasquale Castellaneta.

Negli ultimi mesi i ragazzi hanno intrapreso un percorso di formazione improntato allo studio della lingua inglese, della diplomazia e delle relazioni-cooperazione internazionale. «Agli studenti - dichiara Paganucci - sono state illustrate le regole di procedura seguite al Palazzo di vetro a New York dove tra qualche settimana prenderanno parte al progetto-madre, che ogni anno si svolge a marzo, per condividere quest’esperienza straordinaria di partecipazione insieme ad altri 5mila studenti provenienti da ogni parte del mondo».

«Questa esperienza - spiega Federica Bozzetto, che ha voluto attuare il progetto a Taranto perché è la sua città - è all’insegna dell’internalizzazione, dello scambio umano e culturale fra studenti appartenenti a Paesi differenti, e rappresenta un trampolino di lancio per il loro futuro come cittadini del mondo. E’ anche un evento significativo che contribuisce alla rinascita culturale, sociale ed economica della nostra città».

Il progetto significa quindi una marcia in più per i giovani che, terminati gli studi, si affacceranno sul mercato del lavoro. «Grazie ad una partnership che UNlab ha stretto con la piattaforma Ego-Omnia - dice Paganucci -, l’esperienza di simulazione e l’attestato di partecipazione al progetto consentiranno loro di entrare a far parte di una rete che incrocia domanda e offerta di lavoro». «Anche per noi amministratori - afferma Tamburrano - questa è un’occasione unica. Abbiamo infatti voluto affiancare il progetto non in modo rituale ma con spirito collaborativo, e nella speranza che l’iniziativa possa ripetersi e consolidarsi in futuro. Per quanto, l’offerta scolastica sul territorio tarantino sia completa, purtroppo abbiamo non poche difficoltà a mantenerla diversificata. In questo senso iniziative del genere tornano utili».

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