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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 09:20

Assegni fasulli, arrestati due casertani: truffavano banche a Bari e Taranto

TARANTO – Aprivano conti bancari con documenti falsi e con questo stratagemma hanno incassato in modo fraudolento assegni per quasi 200mila euro truffando istituti di credito nelle città di Taranto, Torino, Novara, Firenze, Ancona, Civitavecchia e Bari. Sono finiti per questo in carcere Francesco Cantone, di 56 anni, Vincenzo Santoro, di 48 anni, entrambi di Lusciano, nel Casertano. Ad arrestarli i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Taranto
Assegni fasulli, arrestati due casertani: truffavano banche a Bari e Taranto
TARANTO – Aprivano conti bancari con documenti falsi e con questo stratagemma hanno incassato in modo fraudolento assegni per quasi 200mila euro truffando istituti di credito nelle città di Taranto, Torino, Novara, Firenze, Ancona, Civitavecchia e Bari.

Sono finiti per questo in carcere Francesco Cantone, di 56 anni, Vincenzo Santoro, di 48 anni, entrambi di Lusciano, nel Casertano. Ad arrestarli i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Taranto che hanno eseguito l’ordinanza emessa dal Gip del capoluogo pugliese per i reati di ricettazione, truffa, contraffazione e negoziazione di titoli presso Istituti di Credito.

L'indagine, avviata nel marzo 2014 dopo la denuncia del direttore di un istituto di credito di Taranto, ha permesso, in pochi mesi, di individuare una serie di istituti bancari presso i quali erano stati posti all’incasso, con frode, titoli provento di reato, spesso soggetti a contraffazione, mediante l'apertura di conti correnti avvenuta dopo la presentazione di documenti d’identità falsi cui seguiva, ovviamente, la monetizzazione mediante incasso di denaro contante o ricariche di carte prepagate. Gli investigatori hanno sequestrato i titoli acquisendo documentazione e filmati dei sistemi di videosorveglianza delle banche, attraverso i cui sono stati individuati i due indagati.

Sono state quindi avviate intercettazioni telefoniche e telematiche sul flusso delle e-mail scambiate sugli indirizzi monitorati, attività che hanno condotto all’individuazione certa dei due malviventi.

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