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Decreto salva-Taranto sono ore decisive Ancora protesta indotto Rosini nuovo dg dell'Ilva

TARANTO – E' iniziata oggi la terza settimana di protesta degli autotrasportatori dell’indotto Ilva, che presidiano con i propri tir la portineria imprese dello stabilimento di Taranto per rivendicare il pagamento delle spettanze arretrate. Alcuni fondi potrebbero essere sbloccati con la costituzione della nuova Ilva, ma le imprese dell’autotrasporto sono ormai allo stremo e chiedono pagamenti in contanti
Decreto salva-Taranto sono ore decisive Ancora protesta indotto Rosini nuovo dg dell'Ilva
TARANTO – E' iniziata oggi la terza settimana di protesta degli autotrasportatori dell’indotto Ilva, che presidiano con i propri tir la portineria imprese dello stabilimento di Taranto per rivendicare il pagamento delle spettanze arretrate. Alcuni fondi potrebbero essere sbloccati con la costituzione della nuova Ilva, ma le imprese dell’autotrasporto sono ormai allo stremo e chiedono pagamenti in contanti perchè senza liquidità non possono garantire nemmeno l'acquisto del carburante. Molti operatori hanno i mezzi prossimi al blocco da parte di Equitalia in quanto, non percependo i crediti dal giugno scorso, non hanno potuto procedere al versamento delle imposte.

L'agitazione, viene sottolineato negli ambienti sindacali, ha per il momento toni 'soft' per i vari emendamenti migliorativi presentati al decreto Ilva che attendono di essere discussi dalle Camere.

Entro domani vogliono garanzie in merito alle loro rivendicazioni o si riuniranno per decidere le ulteriori iniziative e inasprire la protesta. È quanto fanno sapere i rappresentanti degli autotrasportatori tarantini che presidiano la portineria C dello stabilimento Ilva di Taranto e chiedono il saldo dei crediti vantati nei confronti dell’azienda dopo ritardi nei pagamenti anche di sette mesi.

I manifestanti stano consentendo l’ingresso delle merci che l'Ilva stessa segnala come urgenti per il raffreddamento degli altiforni, il mantenimento delle condizioni di sicurezza e la prosecuzione dell’attività produttiva. Gli autotrasportatori chiedono il pagamento delle fatture emesse prima dell’ingresso dell’azienda in Amministrazione straordinaria e garanzie sul loro futuro occupazionale. In mancanza di risposte concrete, intendono organizzare ulteriori manifestazioni di protesta che non si limiteranno al presidio della portineria.

 

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