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Ilva: nominati 3 nuovi commissari straordinari Arcelor: siamo interessati Operai indotto in corteo

ROMA - Il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi ha nominato i tre commissari straordinari dell'Ilva. Secondo quanto si apprende i nomi sono quelli di Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi. Proprio questa mattina il commissario straordinario aveva depositato presso il Tribunale di Milano e al Ministro dello Sviluppo Economico l’istanza per ammissione immediata di Ilva Spa alla procedura di amministrazione straordinaria
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Ilva: nominati 3 nuovi commissari straordinari Arcelor: siamo interessati Operai indotto in corteo
ROMA – Sono tre i commissari straordinari che condurranno l’Ilva Spa nei marosi dell’amministrazione straordinaria verso il risanamento. Con tempi eccezionalmente rapidi il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha firmato il decreto di ammissione dell’Ilva e nominando contestualmente i tre super-commissari. La scelta è stata nel senso della continuità. Confermati i commissari Piero Gnudi e Corrado Carruba che negli ultimi sei mesi hanno gestito l’Ilva.

A loro è stato affiancato Enrico Laghi ordinario di Economia aziendale alla Sapienza di Roma, presente in diversi collegi sindacali di società quotate italiane (fra cui Acea). Il nome di Laghi è arrivato a sorpresa. Fino ad ieri sembrava che il terzo commissario potesse essere Roberto Renon, attuale direttore generale dell’Ilva. Probabilmente Renon, uomo di azienda con una grande esperienza nel settore siderurgico, potrebbe essere destinato alla gestione della newco guidando operativamente il lavoro di risanamento e ristrutturazione del gruppo. Solo poche ore prima della firma del decreto il commissario Gnudi aveva depositato presso il Ministero dello Sviluppo economico e presso il tribunale di Milano l’istanza di ammissione all’amministrazione straordinaria.

La risposta del Ministro è stata velocissima, come chiedeva il consigliere del premier Andra Guerra. Nei prossimi giorni (ma visto il passo rapido imposto dalla gravità della situazione potrebbe essere già domani) il Tribunale di Milano dichiarerà con sentenza lo stato di insolvenza dell’Ilva Spa. A questo punto sarà fischiato il fine partita. Il gruppo Riva, di fatto, uscirà dall’Ilva Spa messa in liquidazione. A questo proposito Confindustria parla di "esproprio senza indennizzo".  

Fra i primi passi che i commissari dovranno fare sarà la revisione del passivo con l’individuazione dei fornitori strategici (che saranno ristorati al 100%) e di quelli non strategici (ristorati secondo le percentuali del concordato). Un elenco dei sommersi e dei salvati sui quali si sta consumando a Taranto la partita più dolorosa con le imprese appaltatrici già costrette a mettere in cassa integrazione straordinaria i propri dipendenti. Poi toccherà al Governo fare presto sul fronte della newco, la società a maggioranza (o totalmente) pubblica che prenderà in affitto gli stabilimenti Ilva e che dovrà risanare l'azienda nei prossimi 24 mesi.

A un ingresso, se pure con quota minoritaria, in questa società, sarebbero disponibili i pretendenti di sempre ovvero il gruppo cremonese Arvedi e la multinazionale con base a Lussemburgo Arcelor Mittal in cordata con l’italiana Marcegaglia. Ma per Arcelor, il cui patron Lakshmi Mittal ha incontrato Matteo Renzi a Davos, l’eventuale ingresso minoritario nelle newco avrebbe senso solo se fosse a breve termine e con l’obiettivo di una futura acquisizione dell’Ilva.

"Siamo disposti a qualsiasi soluzione, ma alla fine non siamo interessati a essere soci di minoranza dell’Ilva il nostro obiettivo è di diventare soci di maggioranza" hanno detto i rappresentanti del colosso siderurgico auditi in Senato.

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