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Sabato 23 Settembre 2017 | 07:31

Ilva, protesta indotto corteo verso prefettuta Anche il sindaco Stefano

TARANTO – Centinaia di lavoratori dell’appalto Ilva, insieme ai rappresentanti sindacali e ai dipendenti diretti del Siderurgico che hanno voluto solidarizzare con loro, questa mattina alle 7 si sono radunati davanti ai cancelli della portineria imprese dello stabilimento e dopo un’ora di assemblea si sono diretti in corteo verso la Prefettura di Taranto per un sit-in di protesta. Il sindaco al corteo: “una vicenda che, sempre più, assume i contorni di una drammatica emergenza economica e sociale pronta ad esplodere”
Ilva, protesta indotto corteo verso prefettuta Anche il sindaco Stefano
TARANTO – A Taranto esplode l’ira dei lavoratori dell’indotto del Siderurgico, le cui aziende sono indebitate, pur avanzando grossi crediti, e non hanno certezze sul futuro. Oggi centinaia di lavoratori hanno raggiunto il centro cittadino dopo un’ora di assemblea infuocata e aver percorso chilometri di strada per tenere un sit-in sotto la sede della Prefettura, mentre il traffico andava in tilt. Al prefetto di Taranto, Umberto Guidato, sindacati e lavoratori hanno chiesto di farsi portavoce delle sofferenze del settore.

Con loro c'era anche il sindaco del capoluogo ionico, Ippazio Stefàno, che stamani si è unito al corteo insieme ad alcuni assessori e consiglieri comunali. Il prefetto ha annunciato che si farà portavoce presso il governo delle istanze.
Prima di raggiungere la manifestazione, Stefàno ha scritto nuovamente al presidente del Consiglio Matteo Renzi per rappresentare "una vicenda che, sempre più, assume i contorni - si legge nella lettera – di una drammatica emergenza economica e sociale pronta ad esplodere", ed ha chiesto al premier di cercare "soluzioni tecniche e normative in grado di assicurare il pagamento delle spettanze fin qui maturate" dalle aziende dell’indotto.

Dopo la manifestazione a Roma di due giorni fa e l’incontro, ritenuto insoddisfacente, con il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, i titolari delle aziende appaltatrici hanno revocato il provvedimento di messa in libertà dei lavoratori e avviato la procedura della cassa integrazione straordinaria. Ma la protesta prosegue perchè la crisi di liquidità sta avendo effetti devastanti per operai e imprese.  Anche gli autotrasportatori da ieri hanno sospeso i servizi e proclamato lo stato di agitazione. Il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, ha dichiarato che "appena si è diffusa la notizia del passaggio dell’Ilva in amministrazione straordinaria le banche stanno procedendo a mettere a rientro i nostri associati". Questo significa che gli istituti di credito "stanno svuotando i conti correnti delle aziende con cui hanno aperto un fido".

Resta peraltro tutta in piedi l’emergenza ambientale. L'associazione ambientalista Peacelink ha chiesto chiarimenti ai carabinieri del Noe di Lecce circa l’arrivo e la movimentazione di pet coke al porto di Taranto per l’Ilva, utilizzo - sottolinea Peacelink – vietato esplicitamente dalla nuova Aia. Legambiente, i cui esponenti sono stati ascoltati oggi dalle commissioni Ambiente e Industria al Senato sul decreto governativo del 5 gennaio scorso, ha fatto presente che quelle norme non risolvono i problemi di inquinamento del territorio ionico. E domani, sul piano giudiziario, si torna in aula dinanzi al gup per l’udienza preliminare a carico di 49 persone fisiche e tre società accusate di aver contribuito, a vario titolo, al disastro ambientale della città.

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