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Sabato 21 Ottobre 2017 | 03:24

Ilva, procuratore Milano su decreto: blocca rientro soldi da Svizzera Da oggi stop altiforni Gnudi: in utile dal 2017 Pm: perplessi da non punibilita' commissario

TARANTO –  Il procuratore aggiunto di Milano: il decreto legge sull'Ilva rischia di bloccare il rientro dalla Svizzera di capitali per un miliardo e 200 milioni che servirebbero per attuare le prescrizioni dell’Aia e rimettere in piedi l’azienda. E Peacelink: valori Ipa di oggi superiori dieci volte rispetto alla media del 2010 nel quartiere Tamburi
Ilva, procuratore Milano su decreto: blocca rientro soldi da Svizzera Da oggi stop altiforni Gnudi: in utile dal 2017 Pm: perplessi da non punibilita' commissario
TARANTO – Il decreto legge sull'Ilva, così come è stato approvato, rischia di bloccare il rientro dalla Svizzera di capitali per un miliardo e 200 milioni che servirebbero per attuare le prescrizioni dell’Aia e rimettere in piedi l’azienda. Lo ha sottolineato in audizione al Senato il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco – titolare assieme ai colleghi di diversi fascicoli sull'Ilva – sollecitando al Parlamento una modifica della norma.

Il decreto, ha spiegato il magistrato, "sembrerebbe aver abrogato" il comma 11 quinques del precedente decreto 62/2013 (il primo decreto sull'Ilva, quello che stabiliva "Nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale"), quello che consentiva appunto il trasferimento delle risorse con adeguate garanzie. "Non siamo riusciti a capire in molti – ha sottolineato Greco – perchè si fanno le leggi in questo modo, forse per un problema di gestione di potere".

L'attuale normativa crea dunque "problemi", secondo il procuratore, con le autorità svizzere: "ci hanno detto che non hanno difficoltà a far rientrare questi soldi, che sono scudati e dunque 'italianì. Ma pongono delle condizioni e vogliono delle garanzie". In sostanza la Svizzera chiede alle autorità italiane che quei soldi "non siano confiscati prima di una sentenza definitiva passata in giudicato. "Se l’Italia rivuole quei soldi – ha detto – deve far rivivere quell'articolo, ovviamente con le modifiche legate alla previsione del passaggio da commissario straordinario all’amministrazione straordinaria". Il secondo problema sollevato da Greco riguarda invece il fatto che "una elargizione dello Stato, ovvero una confisca preventiva di questo denaro senza una contropartita", potrebbe " avere dei riflessi in termine costituzionali e anche con l’Ue" perchè potrebbe "rappresentare una sorta di aiuto di stato".

Ecco perchè, conclude Greco, "deve essere riproposta la formula" abrogata, attraverso un emendamento in sede di conversione. Al Parlamento Greco suggerisce anche la soluzione: "la possibilità di un’emissione di un prestito obbligazionario con un rendimento pari a quello medio del Fondo unico giustizia che può essere fatto da Ilva spa o dalla Newco se si farà", accompagnato "dall’istituto del 'patrimonio di destinazionè." Una volta rientrate, ovviamente, le somme dovrebbero essere destinate "esclusivamente a pagare l’Aia".

PEACELINK: NUOVO PICCO VALORI IPA
I valori di Ipa (Idrocarburi policiclici aromatici) cancerogeni rilevati questa mattina da Peacelink con strumentazione simile a quella in dotazione all’Arpa hanno fatto registrare valori dai 210 ai 250 nanogrammi a metro cubo. Lo rende noto il presidente dell’associazione, Alessandro Marescotti, precisando che “sono valori alti di dieci volte rispetto alla media del 2010 nel quartiere Tamburi. Questi valori sono stati misurati a 5 chilometri dall’Ilva nella zona Bestat. Ciò si è verificato con situazione meteo particolare caratterizzata da venti deboli variabili che hanno fatto ristagnare sulla città gli inquinanti”.

Peacelink chiede all’Arpa di verificare “quale sia stata la fonte emissiva che ha generato questa abnorme impennata di Ipa. Quello che hanno respirato stamattina i tarantini è qualcosa che riteniamo non normale e non sano”. L'associazione ambientalista fa presente che “al tubo di scappamento di una vecchia auto a benzina si riscontrano 80 nanogrammi a metro cubo di Ipa e stamattina ve ne erano tre volte tanto".

All’Agenzia regionale di protezione ambientale si chiede di “comunicare questo evento al sindaco e all’Asl per verificare se vi possano essere effetti avversi sulla salute dei cittadini, e alla Procura della Repubblica per quanto possa essere di competenza della magistratura. Chiediamo infine - aggiunge Marescotti – perchè non venga dato un preavviso al sindaco e ai cittadini di queste situazioni abnormi al fine di poter mettere in atto tutte le misure di precauzione da parte della Asl e del sindaco, nonchè delle famiglie”.

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