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Omicidio a Taranto catturati due killer

TARANTO - Due persone sono state arrestate, una terza è riuscita a sottrarsi alla cattura per l'omicidio di Cosimo Denaro, il 40enne freddato da una fucilata in piazza De Amicis al rione Tamburi nella sera dell’Epifania. Ieri sera i poliziotti hanno eseguito un provvedimento di fermo firmato dal procuratore capo Franco Sebastio e dal sostituto procuratore Daniela Putignano, portando in carcere il 28enne Francesco Longobardi e il 23enne Cosimo Potenza. Ricercato un terzo
Omicidio a Taranto catturati due killer
MARISTELLA MASSARI
MIMMO MAZZA

TARANTO - Due persone sono state arrestate, una terza è riuscita a sottrarsi alla cattura. Ma gli agenti della Squadra Mobile ritengono di aver fatto piena luce sull’omicidio di Cosimo Denaro, il 40enne freddato da una fucilata in piazza De Amicis al rione Tamburi nella sera dell’Epifania.

Ieri sera i poliziotti hanno eseguito un provvedimento di fermo firmato dal procuratore capo Franco Sebastio e dal sostituto procuratore Daniela Putignano, portando in carcere il 28enne Francesco Longobardi e il 23enne Cosimo Potenza, già noti alle forze dell’ordine. Il fermo non è stato notificato al 32enne Benito Potenza (nella foto), ritenuto l’autore materiale dell’omicidio, colui che quella sera imbracciava il fucile con il quale è stato esploso il colpo mortale nei confronti benito potenzadella vittima. I tre indagati per concorso in omicidio sono difesi dagli avvocati Salvatore Maggio e Marino Galeandro.

Nelle cinque pagine del provvedimento, un peso decisivo per le indagini lo rivestono le dichiarazioni fatte agli inquirenti da tre testimoni, tutti congiunti di Cosimo Denaro. Due hanno assistito all’omicidio, riconoscendo i tre componenti del commando, un altro ha visto invece Denaro a terra, già esamine, raccogliendo poi la versione di chi ha visto tutte le fasi dell’omicidio. Gli agenti della Squadra Mobile già poche ore dopo il delitto avevano ricostruito il contesto nel quale era maturato - un contesto che a quanto pare gravitava nel mondo dello spaccio di stupefacenti - e avevano sottoposto alla prova dello stub sia Francesco Longobardi e che Cosimo Potenza. All’accertamento tecnico irripetibile si era sottratto invece Benito Potenza, irreperibile proprio dalle ore immediatamente successive all’omicidio.

Sempre ieri, il professor Francesco Introna, medico legale ed esperto di balistica, aveva eseguito l’esame autoptico sul corpo di Cosimo Denaro allo scopo di scoprire, come da incarico affidatogli dal pm Daniela Putignano, qualche elemento in più sull’arma del delitto e sulla traiettoria del colpo che ha ucciso il 40enne. Introna, grazie alla sua esperienza proprio nel campo della balistica, si è riservato di fornire una serie di informazioni preziose agli investigatori sulla traiettoria dei proiettili. Intanto, però, ha rilevato la presenza di otto fori. Il medico legale avrebbe infatti confermato le prime ipotesi, riscontrando sulla salma la presenza di ben cinque fori all’addome e alla regione pelvica. Altri tre invece sarebbero stati individuati alla gamba destra. Tutti sono frontali, segno che il killer ha sparato guardando negli occhi la sua vittima.

Non è la prima vicenda processuale che vede coinvolti assieme i fratelli Potenza e Francesco Longobardi. I tre furono giudicati dal gup Valeria Ingenito il 7 febbraio del 2013 nel processo per il suicidio di Michele Iurlaro, avvenuto il 24 maggio del 2010 a Taranto. Benito Potenza fu condannato a 6 mesi di reclusione mentre Cosimo Potenza e Francesco Longobardi furono assolti per non aver commesso il fatto.

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