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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 07:39

Natuzzi, esuberi dimezzati ma stipendi tagliati del 10%

di FRANCESCO ROMANO
LATERZA - «Ridurre gli esuberi strutturali dai 1506 dipendenti, definiti in data 10 ottobre 2013, a 623, che rimarrebbero in cassa integrazione a zero ore grazie al trasferimento all’interno del perimetro industriale italiano di Natuzzi, alle condizioni di costo di trasformazione previste dal business plan, di una parte importante di sedute della linea Natuzzi Editions, realizzate attualmente negli stabilimenti esteri del gruppo»
Natuzzi, esuberi dimezzati ma stipendi tagliati del 10%
di Francesco Romano

LATERZA - «Ridurre gli esuberi strutturali dai 1506 dipendenti, definiti in data 10 ottobre 2013, a 623, che rimarrebbero in cassa integrazione a zero ore grazie al trasferimento all’interno del perimetro industriale italiano di Natuzzi, alle condizioni di costo di trasformazione previste dal business plan, di una parte importante di sedute della linea Natuzzi Editions, realizzate attualmente negli stabilimenti esteri del gruppo». È questa l’«intenzione» prospettata ieri dalla Natuzzi nel primo dei due incontri in corso di svolgimento (oggi il secondo) nella sede di Confindustria Bari fra i sindacati nazionali e provinciali e la dirigenza dell’azienda di Santeramo in Colle.

Nella riunione - lo si legge in una nota stampa aziendale - sono stati illustrati i «primi importanti risultati raggiunti grazie alla prosecuzione del piano di trasformazione dell’assetto produttivo negli stabilimenti italiani del gruppo, basato sull’implementazione della Lean-Manufacturing». I risultati della «produzione snella» elencati dall’azienda nel corso dell’incontro: maggiore produttività nelle fabbriche, incremento del fatturato nel terzo trimestre 2014, in cui il flusso ordini è cresciuto del 6% rispetto allo stesso periodo del 2013, a confermare «la bontà e l’efficacia della strategia Natuzzi».

Il progetto: completare «l'estensione della Lean-Enterprise in tutti gli stabilimenti italiani per massimizzare il valore della catena produttiva, riducendo al minimo gli sprechi, grazie all’innovazione dei processi e dei prodotti».In questo contesto si cala l’«intenzione» di ridurre gli esuberi: il nuovo organico - si legge nella nota - sarebbe così composto «da 1711 dipendenti (dagli attuali 2334), per i quali (operai e impiegati) l’evoluzione dell’accordo prevederebbe, come dichiarato dal ministero dello Sviluppo economico, l’applicazione del contratto di solidarietà».

Si parla, in particolare, di un taglio del 10 per cento della retribuzione. Questo quanto emerso ieri a Bari. L’auspicio finale: alla luce «dell’impegno profuso e degli investimenti messi in campo dall’azienda nell’ultimo anno», il gruppo di Santeramo in Colle fa appello «al senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte affinché si raggiunga un’intesa nel più breve tempo possibile, nel rispetto delle linee guida sottoscritte nell’accordo del 10 ottobre 2013». Nello specifico - precisa Natuzzi - «le parti sono impegnate a confrontarsi nel raggiungere i seguenti obiettivi: recupero produttività e sensibile riduzione del costo del lavoro»: argomenti per il tavolo che si riapre oggi. Snodo cruciale per la vertenza infinita: per Pasquale Natuzzi resta da percorrere «l'ultimo miglio del cammino intrapreso quattordici anni fa». Tratto di strada durissimo: «Non possiamo percorrerlo da soli - scrive il patron nella lettera di Natale ancora affissa sui muri cittadini -, abbiamo bisogno di sentire attorno a noi la vicinanza del territorio, la fiducia delle banche, le responsabilità dei politici e dei sindacati, l’affetto della nostra gente».

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