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Dragaggio porto i lavori bloccati da ricorsi al Tar

di DOMENICO PALMIOTTI
TARANTO - Grandi Lavori Fincosit e Piacentini impugnano l’affidamento dei dragaggi ad AstaldiImprovvisa frenata sui lavori di adeguamento del terminal container del porto: i lavori, per un importo di quasi 52 milioni di euro, dovevano essere consegnati proprio ieri
Dragaggio porto i lavori bloccati da ricorsi al Tar
DOMENICO PALMIOTTI
TARANTO - Sul filo di lana, quando stavano per essere consegnati i lavori, arrivano due ricorsi al Tar di Lecce di altrettante imprese contro l’affidamento ad Astaldi dei dragaggi nell’area del porto antistante il terminal container Evergreen. Proprio ieri, infatti, l’Autorità portuale aveva previsto la consegna dei lavori appaltati il 28 novembre e invece ieri negli uffici è giunto via fax copia del ricorso, spedito il 31 dicembre, avanzato da Grandi Lavori Fincosit, impresa piazzatasi seconda in graduatoria. A questo ricorso si aggiunge anche quello dell’ultima classificata, la undicesima: Piacentini. Entrambe le imprese chiedono la sospensiva. Ma se il ricorso dell’ultima arrivata sembrava non destare molte preoccupazioni, quello di Grandi Lavori Fincosit costringe invece l’Autorità portuale a fermare tutto in attesa che sia il Tar - e poi eventualmente anche il Consiglio di Stato - a pronunciarsi in merito alla fondatezza o meno dell’impugnazione. Nell’arco di due settimane se ne dovrebbe sapere di più.

La contestazione riguarda una serie di aspetti tecnici dell’offerta di Astaldi. Va detto che la proposta di Fincosit era stata valutata la migliore dal punto di vista progettuale, solo che la scelta della commissione era poi ricaduta su Astaldi perchè, alla fine, si è ritenuta quest’offerta come la più economicamente vantaggiosa in quanto ha tenuto insieme due elementi altrettanto importanti: tempo di esecuzione dei dragaggi e costo. L’opera è stata infatti aggiudicata per 51,886 milioni e Astaldi si è impegnata a concluderla in circa un anno. Prima di effettuare l’aggiudicazione definitiva, l’Authority ha dovuto fare un supplemento di istruttoria in quanto l’offerta di Astaldi è stata inizialmente ritenuta anomala. Poi l’ulteriore verifica ha superato quest’aspetto e il 28 novembre c’è stata la cosiddetta aggiudicazione efficace.

I dragaggi, che permetteranno ai fondali antistanti il terminal container di Evergreen di arrivare ad una profondità di 16,50 metri, rientrano tra gli interventi più importanti del pacchetto porto su cui fa leva anche il decreto legge per Taranto e per l’Ilva approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 24 dicembre. All’antivigilia di Natale, l’Authority, col presidente Sergio Prete, aveva appunto annunciato la formalizzazione dei due primi interventi per il terminal: l’ammodernamento della banchina, per la quale i lavori sono stati da poco consegnati - 48,740 milioni -, al raggruppamento costituito da Consorzio stabile Grandi Lavori, Ottomano e Favellato, e i dragaggi, la cui consegna sarebbe dovuta avvenire ieri.

Con l’impugnazione al Tar anche per i dragaggi, quindi, si ripete quanto avvenuto l’anno scorso per la banchina. L’adeguamento del molo fu infatti assegnato a novembre 2013 al raggruppamento formato da Cantieri Costruzioni Cemento, Salvatore Matarrese e Icoteckne, ma il secondo classificato - cioè il raggruppamento che oggi ha in consegna i lavori - avanzò a gennaio ricorso e questo ha determinato tra Tar e Consiglio di Stato un fermo di oltre un anno. Nel frattempo, le imprese sono cambiate perchè a fine agosto l’Autorità portuale ha revocato in autotutela l’appalto a Cantieri Costruzioni Cemento, Salvatore Matarrese e Icoteckne, in quanto non avevano più i requisiti di regolarità contributiva, ed effettuato l’affidamento al secondo in graduatoria, appunto Consorzio stabile Grandi Lavori, Ottomano e Favellato. Adesso lo stop ai dragaggi pone un’ipoteca, allo stato ancora difficile da valutare, sul rispetto del nuovo cronoprogramma trasmesso dall’Authority a Palazzo Chigi. Cronoprogramma che prevede la conclusione dei diversi interventi nella primavera del 2016 e sul quale si stava convincendo Evergreen - che ha più volte lamentato enormi ritardi nei lavori - a restare nel porto e a confermare gli investimenti. Negoziato non facile. Prova ne è che Evergreen ha tolto Taranto dall’approdo delle navi oceaniche, l’attività del terminal container è attualmente ridotta quasi a zero - con 570 dipendenti diretti in cassa integrazione - e nessuna risposta è giunta da Taranto container terminal, società partecipata da Evergreen e che gestisce l’infrastruttura portuale, circa una possibile ripresa del traffico locale.

Grandi Lavori Fincosit è una società che già sta operando nel porto di Taranto. Partecipa infatti, insieme ad altri soggetti, all’altro grosso progetto in corso di realizzazione: la piattaforma logistica. Un project financing del valore di circa 200 milioni di euro.

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