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Domenica 22 Ottobre 2017 | 15:48

Taranto, 14 colpi contro il portone del palazzo dove il boss è agli arresti

di MONICA ARCADIO
TARANTO - Un noto pregiudicato tarantino potrebbe essere il bersaglio dell’avvertimento a suon di piombo che venerdì sera ha allarmato la periferia di Taranto 2. Chiunque abbia sparato, entrando in azione intorno alle 21.30, lo ha fatto per spaventare pesantemente. Per dare un messaggio ben preciso. Questo perché i colpi di arma da fuoco esplosi contro il portone dell’abitazione di uno stabile in via Attica sono stati diversi. Oltre dieci
Taranto, 14 colpi contro il portone del palazzo dove il boss è agli arresti
di Monica Arcadio

TARANTO - Un noto pregiudicato tarantino potrebbe essere il bersaglio dell’avvertimento a suon di piombo che venerdì sera ha allarmato la periferia di Taranto 2. Chiunque abbia sparato, entrando in azione intorno alle 21.30, lo ha fatto per spaventare pesantemente. Per dare un messaggio ben preciso. Questo perché i colpi di arma da fuoco esplosi contro il portone dell’abitazione di uno stabile in via Attica sono stati diversi. Oltre dieci. E non sono sicuramente pochi. I poliziotti della Squadra Volante, della Squadra Mobile e della Scientifica si sono precipitati sul posto non appena è arrivata la segnalazione alla sala operativa della Questura. E la tensione a Taranto è risalita esattamente come era accaduto nell’ultimo scorcio del 2014 quando ci fu una serie di sparatorie per una guerra tra gruppi criminali.

I colpi di pistola calibro 7.65 sono stati esplosi contro il portone di via Attica e l’hanno sfondato. Quattordici i bossoli trovati in diversi punti dagli agenti della Polizia Scientifica che si sono occupati dei rilievi fino a tarda sera. I poliziotti sono stati impegnati per tutta la notte in accertamenti finalizzati a fare luce sul misterioso e inquietante episodio. Nello stabile preso di mira abita Massimiliano Gargiulo, noto pregiudicato tarantino, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari dopo la condanna a 23 anni di reclusione nel processo «Scarface». Il dibattimento giudiziario, il cui processo d’appello si chiuderà in questo mese, scaturì da una maxi inchiesta - risalente a qualche anno fa - su quella che gli inquirenti definirono la nuova mala seppure proprio l’accusa di associazione mafiosa è caduta in primo grado.

Massimiliano Gargiulo è ritenuto uno degli elementi di spicco della criminalità tarantina. E’ noto soprattutto per i reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, ma è rimasto coinvolto anche in altre inchieste giudiziarie per altri tipi di reati. La Squadra Mobile ha in corso le indagini per scoprire cosa si nasconda dietro il misterioso avvertimento. I poliziotti non escludono alcuna ipotesi al momento, ma la pista privilegiata è quella che porta appunto a Gargiulo. Se così fosse, resta da capire perché il pregiudicato tarantino sia stato preso di mira, a chi abbia potuto dare fastidio e se l’avvertimento sia maturato per contrasti legati ad affari poco puliti.

Le indagini proseguono per scoprire cosa si nasconda dietro questa sparatoria che arriva a due mesi di distanza da quelle verificatesi tra via Leonida, via Gorizia e via Diego Peluso quando due gruppi avversi si «scontrarono» esplodendo colpi di pistola contro i rispettivi circoli ricreativi. Un uomo fu gambizzato nel corso di un conflitto a fuoco. Su questi episodi in parte è stata fatta chiarezza, ma le indagini non sono ancora chiuse. La sparatoria di ieri non è collegata in alcun modo a quelle precedenti, ma ovviamente è un fatto criminale che fa alzare nuovamente l’allarme.

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