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Antonio nato sull’A14 grazie a due poliziotti

di MONICA ARCADIO
MOTTOLA (TARANTO) - «Siamo scoppiati a piangere»: fanno una certa fatica ad esprimere le forti emozioni provate i due agenti della Polizia Stradale di Taranto che, l’altro giorno, hanno aiutato una donna a partorire in autostrada. Sì, faticoso per due uomini e due poliziotti che, dopo tanti anni di servizio - tredici dei quali trascorsi insieme - hanno visto di tutto nei loro interventi più tragici, come gli incidenti stradali. Le belle sensazioni scatenatesi con la nascita di Antonio in autostrada sono ancora percettibili, a distanza di due giorni dall’evento
Antonio nato sull’A14 grazie a due poliziotti
di MONICA ARCADIO

MOTTOLA (TARANTO) - «Siamo scoppiati a piangere»: fanno una certa fatica ad esprimere le forti emozioni provate i due agenti della Polizia Stradale di Taranto che, l’altro giorno, hanno aiutato una donna a partorire in autostrada. Sì, faticoso per due uomini e due poliziotti che, dopo tanti anni di servizio - tredici dei quali trascorsi insieme - hanno visto di tutto nei loro interventi più tragici, come gli incidenti stradali. Le belle sensazioni scatenatesi con la nascita di Antonio in autostrada sono ancora percettibili, a distanza di due giorni dall’evento, negli assistenti capo Angelo Carpignano e Luciano De Vincenzo.

Tutto è accaduto nel giro di sette minuti quando la pattuglia, in giro di perlustrazione sulla tratta autostradale Taranto-Bari, all’alte zza di Gioia del Colle, ha notato il conducente di una Opel Astra visibilmente agitato che richiamava la loro attenzione e si sbracciava per chiedere aiuto, dopo essersi fermato in precarie condizioni di sicurezza sulla corsia di emergenza. La signora Rosalia, 33 anni, alla sua terza gravidanza, era in pieno travaglio e il marito Cosimo si era subito reso conto che non ce l’avrebbero mai fatta ad arrivare all’ospedale di Acquaviva delle Fonti dove erano diretti dopo essere partiti da Mottola dove vivono.

Il lavoro dei due poliziotti non è stato facile perché hanno dovuto pensare a mettere in sicurezza l’auto, a far stendere sul sedile posteriore la signora Rosalia, a tranquillizzarla e a far calmare il marito, a chiedere l’intervento dell’ambulanza e contestualmente a parlare con l’operatore del 118. «Tenevo la mano alla signora e cercavo di farla distrarre per alleviarle il dolore», sorride Luciano De Vincenzo quando ricorda quei momenti. È un omone Luciano, dal volto dolce e simpatico. È estroverso e scherzoso e così è stato mentre attendevano l’arrivo dei sanitari che poi hanno fatto partorire in ambulanza la donna. Angelo è più riservato, ma non ne fa un segreto del fatto che quei momenti sono stati intensi e carichi di ogni tipo di emozione perché non hanno dovuto pensare solo alla partoriente, ma anche al marito che, agitato e preoccupato, faceva su e giù lungo quel tratto autostradale.

«Sono stati due angeli. I nostri angeli», racconta alla Gazzetta il signor Cosimo che ancora non riesce a credere a quanto è accaduto domenica mattina. I due coniugi hanno già inviato una lettera di ringraziamento per quanto fatto dagli assistenti capo Carpignano e De Vincenzo al questore di Taranto Enzo Mangini e al comando della polizia stradale. Grande soddisfazione per il lavoro dei suoi collaboratori arriva anche dal comandante della sottosezione autostradale di Taranto, sostituto commissario Michelangelo Serio. “Fiocco azzurro alla sottosezione autostradale”, così gli piace dire di questo momento festoso. I due poliziotti sono anche loro papà e uno di loro è anche già nonno di un bel bimbo bruno di 15 mesi e ne mostra fiero la fotografia. La nascita di Antonio, però, li ha segnati. Nel cuore. E a chi dice che la Polizia Stradale un cuore non ce l’ha allora loro rispondono, raccontando di questo singolare e meraviglioso “intervento”.

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