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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:08

«Omicidio Scazzi» Nessun sopralluogo nella villa dei Misseri

TARANTO – La scena del delitto è mutata. E la richiesta della difesa è considerata troppo generica. La villetta di via Deledda, in cui il 26 agosto 2010 fu uccisa la 15enne Sarah Scazzi, continuerà inevitabilmente a custodire i suoi segreti. La Corte d’Assise d’Appello ha respinto l’istanza di procedere a un nuovo sopralluogo in casa Misseri, ad Avetrana, avanzata dai legali di Cosima Serrano, madre di Sabrina Misseri. Le due donne in primo grado sono state condannate all’ergastolo per omicidio volontario, sequestro di persona e concorso in soppressione di cadavere. Processo aggiornato al 23 gennaio
«Omicidio Scazzi» Nessun sopralluogo nella villa dei Misseri
TARANTO – La scena del delitto è mutata. E la richiesta della difesa è considerata troppo generica. La villetta di via Deledda, in cui il 26 agosto 2010 fu uccisa la 15enne Sarah Scazzi, continuerà inevitabilmente a custodire i suoi segreti. La Corte d’Assise d’Appello ha respinto l’istanza di procedere a un nuovo sopralluogo in casa Misseri, ad Avetrana, avanzata dai legali di Cosima Serrano, madre di Sabrina Misseri. Le due donne in primo grado sono state condannate all’ergastolo per omicidio volontario, sequestro di persona e concorso in soppressione di cadavere.

Anche oggi hanno assistito all’udienza dalle vetrate di un gabbiotto, ascoltando impassibili le decisioni dei giudici. Quasi con rassegnazione. I legali di mamma e figlia sostengono che ad uccidere Sarah sia stato Michele Misseri, lo zio della ragazza, condannato a otto anni per soppressione di cadavere, e che l’omicidio sia avvenuto nel garage dell’abitazione. Ma per il collegio presieduto da Patrizia Sinisi (a latere De Felice e sei giudici popolari), l’esperimento tecnico non risulta necessario in quanto "la descrizione dei luoghi è già consacrata in atti mediante fotografie e verbale di sopralluogo". Inoltre, sia la "casa che il garage non si trovano più nello stato in cui erano al momento del fatto". L’esperimento, quindi, "non potrebbe fornire un contributo e non rappresenta una prova nuova".

Ed è proprio l’assenza di elementi di novità che ha indotto la Corte a bocciare praticamente tutte le richieste di integrazione probatoria presentate dal collegio difensivo e dallo stesso procuratore generale, Antonella Montanaro. L’unica eccezione, riguarda l’esclusione di una conversazione registrata da Anna Pisanò, una delle super testimoni di un colloquio che ebbe con un’altra teste, Antonia Malorgio.

Nell’udienza odierna ha prestato giuramento Francesco Abbinante, il perito incaricato della trascrizione di tre intercettazioni telefoniche. Il pg aveva chiesto alla difesa di rinunciare alla trascrizione di una delle conversazioni perchè erroneamente era stato detto che non era mai stata trascritta, ma che invece risulta agli atti del fascicolo processuale.

Si tratta della telefonata tra Sabrina e il padre Michele risalente alla notte del 7 ottobre 2010, alle 3.47 e 32 secondi. Le squadre dei carabinieri e gli operai dell’impresa di scavi non avevano ancora estratto il corpo di Sarah dal pozzo-cisterna di contrada Mosca. Sabrina chiamò Michele. "Perchè non me lo hai detto subito papà?". Michele rispose: "Non mi aspettare più". Ed ancora Sabrina: "Però, papà, perchè lo hai fatto? Io non me lo so spiegare proprio, tu non hai fatto mai niente di male, perchè in quel momento cosa ti è venuto?". Michele: "Non lo so". La Corte ha stabilito che anche questa intercettazione sarà trascritta sia in dialetto che con la traduzione in italiano. Abbinante ha chiesto 60 giorni per depositare la relazione, un lasso di tempo ritenuto eccessivo dalla difesa.

Il processo è stato aggiornato al 23 gennaio e in quella sede sarà ascoltato anche il perito nel caso riuscisse a ultimare le operazioni. "Utilizzi bene questo periodo natalizio e cerchi di fare presto", ha dichiarato la presidente rivolgendosi al consulente. Ma Sabrina e Cosima si apprestano a trascorrere un altro Natale in carcere.

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