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Programma salva-Ilva a gestirlo sarà Guerra

di MIMMO MAZZA
TARANTO - Il nuovo decreto salva-Ilva, con l’ammissione dell’azienda ad una amministrazione straordinaria riveduta e corretta rispetto ai casi Alitalia e Parmalat, potrebbe vedere la luce prima di Natale ed essere presentato agli operai direttamente dal premier Renzi. Che verrebbe a Taranto assieme al nuovo commissario dell’Ilva, l’ex amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra (foto). Da una settimana Guerra è stato nominato consigliere personale del premier, attività per la quale non riceverà compensi anche perché di soldi non ne ha affatto bisogno: tra liquidazione e azioni, al momento della sua uscita da Luxottica ha incassato 46 milioni di euro. Il manager 46enne ha avuto il compito di fare da raccordo tra il governo e il mondo imprenditoriale, in Italia e all'estero, ma il primo dossier affidatogli da Renzi è stato proprio quello Ilva
Programma salva-Ilva a gestirlo sarà Guerra
di Mimmo Mazza

TARANTO - Il nuovo decreto salva-Ilva, con l’ammissione dell’azienda ad una amministrazione straordinaria riveduta e corretta rispetto ai casi Alitalia e Parmalat, potrebbe vedere la luce prima di Natale ed essere presentato agli operai direttamente dal premier Renzi. Che verrebbe a Taranto assieme al nuovo commissario dell’Ilva, l’ex amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra.

Da una settimana Guerra è stato nominato consigliere personale del premier, attività per la quale non riceverà compensi anche perché di soldi non ne ha affatto bisogno: tra liquidazione e azioni, al momento della sua uscita da Luxottica ha incassato 46 milioni di euro. Il manager 46enne ha avuto il compito di fare da raccordo tra il governo e il mondo imprenditoriale, in Italia e all'estero, ma il primo dossier affidatogli da Renzi è stato proprio quello Ilva. E pare che Renzi stia pensando proprio a Guerra quale nuovo amministratore dell’Ilva, al posto del commissario Piero Gnudi e del sub commissario Corrado Carruba, nominati dall’attuale governo a giugno in sostituzione di Enrico Bondi e Edo Ronchi, scelti dall’esecutivo Letta nel giugno 2013 quando fu deciso il commissariamento dell’azienda.

Le voci di una possibile nomina di Guerra, a cui verrebbe affidato il compito di gestire l’Ilva nella fase che vedrebbe la diretta partecipazione dello Stato, ieri sono giunte a Gnudi che però non ha voluto commentarle. L’ex ministro e commercialista di Bologna, di stretta osservanza prodiana, ha dalla sua il sostegno dichiarato dei ministri Guidi (Sviluppo economico, della quale peraltro era consigliere sino alla nomina alla guida dell’Ilva) e Galletti (Ambiente, anch’egli bolognese) e il lavoro fatto sin dal giorno della sua nomina per ridare all’acciaieria più grande d’Europa una gestione più manageriale e accorta dopo la bufera giudiziaria dell’estate del 2012 che vide finire agli arresti proprietari e dirigenti. Per Guerra fanno il tifo i renziani ed anche i Pd di tendenza-Bondi, come ad esempio il senatore (ed ex vicedirettore del Corriere della Sera) Massimo Mucchetti che non ha mai lesinato critiche alla gestione Gnudi, oggettivamente discontinua rispetto a quella dell’ex commissario della Parmalat, e proprio l’altro giorno ha caldeggiato la nomina dell’ex amministratore di Luxottica alla guida del siderurgico.

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