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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:12

Ingegneria aerospaziale dal 2015 a Taranto

di MARIA ROSARIA GIGANTE
TARANTO - Una chance in più per guardare al futuro con un po’ di ottimismo, almeno nel mondo della formazione. Se l’intero iter andrà a buon fine, come c’è da auspicare, nel prossimo anno accademico la sede del Politecnico di Bari a Taranto terrà a battesimo la nascita di due corsi di laurea. Uno nuovo in assoluto: il corso di laurea in Ingegneria aerospaziale, atteso ed auspicato da tempo. Un secondo, invece, che in parte intende essere il recupero dell’originario corso di laurea in Ingegneria ambientale
Ingegneria aerospaziale dal 2015 a Taranto
di Maria Rosaria Gigante

TARANTO - Una chance in più per guardare al futuro con un po’ di ottimismo, almeno nel mondo della formazione. Se l’intero iter andrà a buon fine, come c’è da auspicare, nel prossimo anno accademico la sede del Politecnico di Bari a Taranto terrà a battesimo la nascita di due corsi di laurea.

Uno nuovo in assoluto: il corso di laurea in Ingegneria aerospaziale, atteso ed auspicato da tempo. Un secondo, invece, che in parte intende essere il recupero dell’originario corso di laurea in Ingegneria ambientale, con forte specificità sul territorio, privo della commistione con Ingegneria civile, come è attualmente, e soprattutto unico nel suo genere, senza copioni a Bari, come appunto è stato negli ultimi anni. È questa l’offerta didattica varata lo scorso primo dicembre dal Senato accademico del Politecnico di Bari, quindi l’istituzione del nuovissimo Ingegneria aerospaziale e un rimodulato ed esclusivo corso di laurea in Ingegneria ambientale.

A darne notizia, a margine dell’ulteriore informazione in merito all’accordo di programma siglato nei giorni scorsi col commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, dott.ssa Vera Corbelli, è il rettore Eugenio De Sciascio. Che non vorrebbe enfatizzare troppo la notizia, però, consapevole dei passaggi, non facili, che dopo la delibera istitutiva del Senato accademico dovranno ora essere affrontati.

Si pensa ad una sede qui a Taranto con maggior appeal, dice sostanzialmente il rettore illustrando come l’idea in embrione di un nuovo corso di laurea per il Politecnico sia stata focalizzata puntando sulla sede tarantina. E come si sia capito, dopo qualche anno di “distrazione”, che per Ingegneria Ambientale occorresse un po’ tornare all’idea originaria di specificità ed unicità per Taranto. Il corso di Ingegneria aerospaziale lavorerebbe in sinergia con il Distretto tecnologico dell’aerospazio, una realtà diffusa sul territorio regionale ma con sede fisica a Brindisi, dove però il Politecnico non ha alcuna sede didattica.

Quali ora i passaggi? Entro il 31 gennaio occorrerà definire l’ordinamento, ossia l’architettura generale dei corsi, entro aprile andrà invece stabilito il regolamento della struttura dei corsi.

Tutto ciò dovrà poi sottostare al parere ed all’accreditamento finale dell’Anvur. Se sarà disco verde su tutto, dopo l’accreditamento, si tratterà di attivare i corsi. E saremmo al primo ottobre 2015.

Intanto, nei giorni scorsi, il commissario straordinario per la bonifica, Vera Corbelli, e il rettore Eugenio Di Sciascio hanno consolidato il rapporto di collaborazione mediante la sottoscrizione di un accordo di programma.

Stando all’accordo siglato l’altra mattina in Prefettura, sarà ora avviata una collaborazione per cui il Politecnico mette a disposizione del Commissario le proprie competenze tecnico-scientifiche al fine di definire le più idonee strategie di attuazione degli interventi per la bonifica e riqualificazione del sito d’interesse nazionale (Sin) di Taranto.

Nell’ambito dello scenario delle azioni da porre in essere per la salvaguardia del Sin di Taranto, il commissario Corbelli ha posto, come priorità, gli interventi di bonifica del Mar Piccolo.

La collaborazione con il Politecnico è intesa a concretizzare l’identificazione degli interventi più idonei a bonificare il sito sia nel breve, sia nel lungo termine, a partire da tutte le conoscenze che gli studi pregressi condotti in sede regionale hanno messo a disposizione.

La collaborazione con il Politecnico sarà sinergica con collaborazioni che il Commissario ha già avviato o sta per stipulare con altre istituzioni scientifiche sempre riguardo alle bonifiche del sito di Taranto.

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