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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:51

Sequestri nel Tarantino pale eoliche e cantieri erano in zona protetta

TARANTO – Diciannove pale eoliche e tre cantieri – realizzati su terreni sottoposti a vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici – vengono sottoposti a sequestro, su disposizione della magistratura tarantina, dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Guardia di Finanza. I sigilli vengono apposti ad impianti realizzati a Crispiano e Massafra (Taranto) e a somme per oltre 350.000 euro pari ai contributi pubblici non dovuti, percepiti mediante truffa da alcune delle 12 persone indagate
Sequestri nel Tarantino pale eoliche e cantieri erano in zona protetta
TARANTO – Diciannove pale eoliche e tre cantieri – realizzati su terreni sottoposti a vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici – vengono sottoposti a sequestro, su disposizione della magistratura tarantina, dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Guardia di Finanza. I sigilli vengono apposti ad impianti realizzati a Crispiano e Massafra (Taranto) e a somme per oltre 350.000 euro pari ai contributi pubblici non dovuti, percepiti mediante truffa da alcune delle 12 persone indagate.

Secondo l’accusa, nelle località Vallenza, Montemoro e Cacciagualani sono stati realizzati 19 aerogeneratori, ed altri tre sono in fase di costruzione, in assenza di autorizzazioni paesaggistiche, di parere dell’Autorità di Bacino della Puglia e di Valutazione di Incidenza Ambientale, rigorosamente prescritte in quanto opere realizzate su terreni sottoposti ad una serie di vincoli di natura paesaggistica, ambientale e idrogeologica. Ai 12 indagati – tra amministratori di società, tecnici progettisti, direttori dei lavori e proprietari dei terreni - vengono contestati i reati ambientali, lottizzazione abusiva, truffa e falsità ideologica.

Le pale eoliche sono state inoltre realizzate – secondo l’accusa – in un’area di protezione speciale chiamata 'Area delle Gravinè che è anche 'Important Bird Areà ai sensi della 'Direttiva uccellì e della 'Direttiva Habitat della Comunità Europeà. La prima riguarda la conservazione degli uccelli selvatici e riconosce la perdita e il degrado degli habitat come i più gravi fattori di rischio per la conservazione degli uccelli selvatici. La seconda attiene alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche.

Quindi – secondo le indagini – per costruire in quella zona le pale eoliche era necessario ottenere anche una preventiva Valutazione di Incidenza ambientale con la quale si sarebbe dovuto considerare, fra l’altro, l’impatto degli impianti eolici sull'habitat naturale della fauna, in particolare sulle abituali rotte migratorie degli uccelli. Le pale eoliche, secondo gli accertamenti, possono costituire una fonte di pericolo soprattutto per i grandi veleggiatori, i rapaci, le gru, le cicogne, ma anche per i piccoli migratori.

Ma l’effetto deleterio delle pale eoliche – spiegano gli investigatori – non è solo diretto: oltre alla morte per collisione, vi possono essere effetti dannosi per l’avifauna per almeno altre due ragioni: sottraggono territorio agli uccelli e provocano loro un effetto barriera che obbliga gli stormi a seguire itinerari più lunghi durante i voli di migrazione. 

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