Cerca

Domenica 22 Ottobre 2017 | 17:41

«Pericolo fusti radioattivi nella provincia di Taranto»

TARANTO – «Abbiamo fatto una serie di verifiche importanti sul deposito Cemerad dove sono stoccati rifiuti pericolosi che riteniamo debba avere in tempi brevi una soluzione definitiva. Ci sono alcuni progetti sul tavolo e non sta a noi giudicare quale sia il migliore, ma possiamo dire che questa situazione non può continuare». A lanciare l’allarme è stato Alessandro Bratti (Pd), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite collegate al ciclo dei rifiuti. Il riferimento è ai 14mila fusti metallici contenenti anche materiali radioattivi, pericolosi e non meglio specificati, stoccati nel deposito Cemerad di Statte (Taranto)
«Pericolo fusti radioattivi nella provincia di Taranto»
TARANTO – «Abbiamo fatto una serie di verifiche importanti sul deposito Cemerad dove sono stoccati rifiuti pericolosi che riteniamo debba avere in tempi brevi una soluzione definitiva. Ci sono alcuni progetti sul tavolo e non sta a noi giudicare quale sia il migliore, ma possiamo dire che questa situazione non può continuare». A lanciare l’allarme è stato Alessandro Bratti (Pd), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite collegate al ciclo dei rifiuti. Il riferimento è ai 14mila fusti metallici contenenti anche materiali radioattivi, pericolosi e non meglio specificati, stoccati nel deposito Cemerad di Statte (Taranto).

«Credo che tutti – ha aggiunto – abbiamo visto il pericolo che possono costituire questi fusti non in situazione di sicurezza come prevede la legislazione attuale. Rappresentano un serio pericolo e questa situazione va risolta in tempi brevi, anche attraverso procedimenti straordinari».

Un altro tema affrontato dalla commissione è quello delle discariche extra Ilva e della gestione del ciclo integrato dei rifiuti. «Ci sono alcune discariche – ha puntualizzato Bratti - come Italcave e Vergine di cui ci siamo occupati, anche se oggi soprattutto la seconda pare sia in una fase di stop. Ma entrambe in passato sono state oggetto di indagini della Procura importanti, che abbiamo anche verificato in altri procedimenti legati al trasporto dei rifiuti durante l’emergenza dalla Campania verso la Puglia». Un flusso di «traffico dei rifiuti - ha proseguito – a volte legale, a volte meno, che va attentamente monitorato da alcune indicazioni che ci sono state ricordate».

L'ultima questione riguarda il tema della distribuzione dei fanghi di depurazione in agricoltura. «Non mi addentro in alcuni particolari – ha concluso Bratti – perchè parte delle audizioni sono state secretate, ma non c'è dubbio che questo è un tema da verificare attentamente perchè dietro questi spandimenti irregolari ci sono delle situazioni spesso di collusione anche con organizzazioni malavitose strutturate». 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione