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Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:37

Ilva, tutti i dubbi degli acquirenti

di FULVIO COLUCCI
TARANTO - L’inquinamento rimane il punto critico della trattativa per la vendita dell’Ilva. Nella lettera d’intenti spedita due giorni al commissario straordinario Piero Gnudi, la multinazionale Arcelor Mittal e il Gruppo Marcegaglia hanno ufficializzando una proposta, per adesso, senza numeri
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FULVIO COLUCCI
TARANTO - L’inquinamento rimane il punto critico della trattativa per la vendita dell’Ilva. Nella lettera d’intenti spedita due giorni al commissario straordinario Piero Gnudi, la multinazionale Arcelor Mittal e il Gruppo Marcegaglia hanno ufficializzando una proposta, per adesso, senza numeri.

Mittal avrebbe bocciato il piano ambientale del governo, ritenendolo troppo costoso e proponendo soluzioni alternative per ridurre le emissioni. A firmare la missiva sarebbe stato Ondra Otradovec direttore finanziario di Arcelor Mittal. Non ci sarebbero, invece, firme di rappresentanti del Gruppo Marcegaglia per cui sorge spontaneo chiedersi se i compagni di cordata di Arcelor Mittal siano all’oscuro della volontà della multinazionale o se avallino - sarebbe clamoroso - l’eventuale sconfessione del programma di risanamento ambientale varato da Palazzo Chigi dopo il commissariamento aziendale.

La «nuda» proposta di acquisto da parte della cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia va perfezionata entro trenta giorni, il tempo a disposizione del commissario straordinario Piero Gnudi per rispondere e incardinare la trattativa.

Il testo scritto rimane riservato anche se qualcosa comincia a trapelare. La missiva si comporrebbe di sedici pagine, si farebbe riferimento alla cordata, ma, ripetiamo, non ci sarebbero nomi riconducibili al Gruppo Marcegaglia perché nessun dirigente italiano avrebbe sottoscritto il documento. Questo offrirebbe una plastica rappresentazione dei rapporti di forza all’interno del tandem di acquirenti dell’Ilva, avallando i timori sindacali di un’«egemonia» di Arcelor Mittal difficile da arginare con ricadute sulle scelte strategiche a lungo termine.

La lettera correderebbe l’offerta non vincolante d’acquisto dell’Ilva con tre capitoli nei quali sarebbero affrontati i temi ambientali, il contenzioso giudiziario e, infine, la percorribilità di soluzioni giuridiche per governare la transizione dal vecchio al nuovo.

In particolare, Arcelor Mittal e Marcegaglia vorrebbero sapere se si profila, come nel caso di Alitalia, la creazione di due soggetti: una bad company, dentro la quale convogliare contenziosi legali e risarcimenti e una new company in cui far confluire, invece, lavoratori, impianti e attività industriali. Gli acquirenti sarebbero interessati ad approfondire la soluzione giuridica.

La questione ambientale, come accennato, rappresenterebbe, tuttavia, lo scoglio più grosso. Il direttore finanziario della multinazionale Arcelor Mittal, Ondra Otradovec, chiederebbe di tenere al riparo la cordata da ogni effetto relativo ai contenziosi giudiziari presenti e futuri dell’Ilva nati in base alle responsabilità degli attuali proprietari, la famiglia Riva, e dello Stato. Non solo e sarebbe il punto saliente: Arcelor Mittal riterrebbe il piano ambientale del governo oberato da eccessivi vincoli e obblighi, non riscontrabili in nessuna altra realtà siderurgica europea. Il piano costerebbe troppo e la multinazionale sarebbe convinta di superare i problemi d’inquinamento con l’utilizzo di altre tecnologie, allo stesso tempo moderne e idonee al risanamento degli impianti.

Le affermazioni del manager di Arcelor Mittal, se la lettera non scende in dettagli, come sembrerebbe, saranno specificate nel piano ambientale che, insieme al piano industriale, sarà presentato nel caso in cui il commissario dell’Ilva Gnudi dica sì alla proposta. Queste premesse mantengono vivi i dubbi e le incertezze sulla difficile questione del risanamento. E pongono alcuni interrogativi: Arcelor Mittal come si porrà di fronte all’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale? Chiederà deroghe o la riterrà superata? Le risposte saranno decisive per il futuro dell’Ilva.

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