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Taranto, scontro sul porto «Cambiate la delibera altrimenti faremo ricorso»

di DOMENICO PALMIOTTI
TARANTO - Stop a Cementir, la cui richiesta di rinnovo della concessione per le aree portuali è stata respinta, mentre si profila un conflitto tra Autorità portuale e Comune dopo il recente voto sul piano regolatore portuale da parte del Consiglio comunale. E’ l’esito della riunione di ieri del comitato portuale. Che arriva all’indomani delle polemiche sorte sul progetto «Tempa Rossa», ovvero lo stoccaggio a Taranto, all’interno della raffineria Eni, del petrolio estratto dalle compagnie Shell, Total e Mitsui dall’omonimo giacimento in Basilicata
Taranto, scontro sul porto «Cambiate la delibera altrimenti faremo ricorso»
TARANTO - Stop a Cementir, la cui richiesta di rinnovo della concessione per le aree portuali è stata respinta, mentre si profila un conflitto tra Autorità portuale e Comune dopo il recente voto sul piano regolatore portuale da parte del Consiglio comunale.

E’ l’esito della riunione di ieri del comitato portuale. Che arriva all’indomani delle polemiche sorte sul progetto «Tempa Rossa», ovvero lo stoccaggio a Taranto, all’interno della raffineria Eni, del petrolio estratto dalle compagnie Shell, Total e Mitsui dall’omonimo giacimento in Basilicata.

Facciamo un passo indietro. Il Consiglio comunale, nei giorni scorsi, ha detto sì al piano regolatore del porto ad eccezione del prolungamento per 350 metri lineari del pontile petroli. Questo perchè l’ampliamento del pontile è una delle due opere del progetto «Tempa Rossa» (l’altra è la costruzione di due serbatoi per lo stoccaggio del greggio). Dicendo quindi no al pontile, il Consiglio comunale ha detto no anche a «Tempa Rossa», insediamento contestato perchè si teme un aumento delle emissioni inquinanti.

Da questa posizione del Consiglio comunale ha preso le distanze il comitato portuale. Una nota dell’Authority fa sapere, infatti, che il piano regolatore del porto «non prevede la realizzazione del progetto “Tempa Rossa” e che il prolungamento del pontile, come dettagliatamente speficato nel piano regolatore portuale, si rende necessario per motivi di sicurezza». Nessun collegamento tra i due interventi, dice quindi il comitato portuale, che ora avanzerà alla delibera del Comune una serie di osservazioni. E se il Comune non dovesse recepire le osservazioni? Ecco che si scorge il potenziale conflitto tra Autorità portuale e Comune. Il comitato, infatti, con l’astensione del rappresentante del sindaco di Taranto, ha già deliberato di impugnare con un ricorso la delibera comunale qualora le proposte dell’Authority - già espresse davanti alle commissioni comunali e regionali - non siano recepite dal Municipio. Il rischio potenziale che teme l’Authority è infatti quello che il voto del Comune sul piano regolatore del porto inneschi dei ricorsi, bloccando il piano stesso e ritardando gli investimenti previsti. C’è da dire che proprio sul piano del porto hanno preso duramente posizione anche la Provincia e Confindustria, le quali hanno contestato al Comune di aver adottato da solo, senza consultarsi con nessuno, la delibera in questione. Mentre il porto è un’infrastruttura talmente importante da appartenere ad un territorio intero.

Per Cementir, invece, molto probabilmente l’azienda del gruppo Caltagirone dovrà formulare una nuova richiesta di concessione. Quella che aveva presentato prevedeva di continuare a utilizzare due banchine, una alla radice del quarto sporgente e l’altra alla calata quattro. Ma Cementir, in questi anni, ha avuto un ridotto movimento di navi per cui non si giustifica affatto, secondo il comitato portuale, la continuità della concessione per gli spazi occupati sinora. Una decisione, questa, osservano fonti dell’Authority, che era già stata presa nelle scorse settimane.

domenico palmiotti

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