Cerca

Ilva, i Verdi propongono il loro decreto salva-Taranto

TARANTO – Per far fronte alla grave situazione ambientale, sanitaria e sociale della città, i Verdi propongono un decreto 'salva-Tarantò che disciplini la procedura per l’applicazione del danno ambientale e l’avvio della messa in sicurezza e delle bonifiche nel sito di Taranto, nonchè il rilancio delle attività economiche e occupazionali. Il testo è stato presentato oggi dal coportavoce nazionale del partito, Angelo Bonelli
Ilva, i Verdi propongono il loro decreto salva-Taranto
TARANTO – Per far fronte alla grave situazione ambientale, sanitaria e sociale della città, i Verdi propongono un decreto 'salva-Tarantò che disciplini la procedura per l’applicazione del danno ambientale e l’avvio della messa in sicurezza e delle bonifiche nel sito di Taranto, nonchè il rilancio delle attività economiche e occupazionali. Il testo è stato presentato oggi dal coportavoce nazionale del partito, Angelo Bonelli.

Allo scopo di garantire con urgenza l’avvio della messa in sicurezza e delle bonifiche a Taranto e per evitare che il danno ambientale e sanitario comprometta ulteriormente territorio e salute della popolazione, il ministero dell’Ambiente dovrebbe procedere nel termine perentorio di 45 giorni dall’approvazione del decreto alla determinazione del danno ambientale e sanitario e trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica di Taranto entro sette giorni.

A sua volta, secondo quanto proposto dai Verdi, la Procura dovrà procedere, nei confronti dei soggetti che hanno causato il danno ambientale, al «sequestro dei beni mobili e immobili, titoli della proprietà per l’equivalente della somma prevista dal danno ambientale al fine di garantire le risorse per la realizzazione della messa in sicurezza e delle bonifiche, nonchè il risarcimento dei danni da illecito derivanti dalla condotta causatrice del danno ambientale, dei quali sia in corso l’accertamento».

Per assicurare il rilancio dell'economia e dell'occupazione, al fine di avviare un processo di riconversione dell'area industriale, il decreto – precisa Bonelli – prevede di istituire una struttura pubblica denominata Taranto Libera a cui sono assegnati poteri in deroga all'attuale ordinamento legislativo in materia di pianificazione urbanistica, di procedure amministrative per il rilascio di autorizzazioni all'esercizio di attività commerciali ed imprenditoriali. Alla struttura sono assegnate le funzioni per l'uso di fondi europei, statali e regionali relativi alla realizzazione delle bonifiche e al rilancio economico dell'area industriale attraverso la presentazione di un progetto di conversione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400