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Omicidio Sarah Scazzi Difesa di Sabrina «È Michele il colpevole» E lui: in carcere ci sono due innocenti

TARANTO – È iniziato il processo di secondo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana (Taranto) strangolata e gettata in un pozzo nelle campagne del paese il 26 agosto 2010. Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano sono state condannate in primo grado all’ergastolo. La difesa gioca buona parte delle sue carte su un nuovo esame in aula di Michele Misseri ("E' lui l’assassino di Sarah, e il movente è di natura sessuale, lo ha ripetuto in più occasioni"), su una eventuale perizia 'psicologicà sull'agricoltore e sull'ennesimo sopralluogo alla villa di Avetrana teatro del delitto; in pratica, un parziale rinnovo del dibattimento. La prossima udienza è fissata per il 21 novembre (nella foto di Todaro, Michele Misseri oggi all'arrivo in tribunale)
Omicidio Sarah Scazzi Difesa di Sabrina «È Michele il colpevole» E lui: in carcere ci sono due innocenti
TARANTO) – La difesa gioca buona parte delle sue carte su un nuovo esame in aula di Michele Misseri ("E' lui l’assassino di Sarah, e il movente è di natura sessuale, lo ha ripetuto in più occasioni"), su una eventuale perizia 'psicologicà sull'agricoltore e sull'ennesimo sopralluogo alla villa di Avetrana teatro del delitto; in pratica, un parziale rinnovo del dibattimento. La Procura generale, invece, chiede subito la sospensione dei termini di custodia cautelare per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, condannate in primo grado all’ergastolo ("lo indica la Cassazione quando si affrontano processi particolarmente complessi"), e rivolgendosi al collegio difensivo sottolinea: "Mettiamoci d’accordo: o Michele Misseri è in grado di intendere e di volere, e quindi può essere esaminato, oppure si hanno dei dubbi, forse è pazzo e allora va fatta una perizia psichiatrica".

Sono i primi interrogativi ai quali dovrà dare risposte già tra una settimana la Corte di assise di appello di Taranto (presidente Rosa Patrizia Sinisi, a latere Susanna De Felice, più i giudici popolari), dinanzi alla quale oggi è iniziato il processo di secondo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana (Taranto) strangolata e gettata in un pozzo nelle campagne del paese il 26 agosto 2010.

La prossima udienza è fissata per il 21 novembre e in quella sede la Corte dovrà sciogliere la riserva sulle numerose richieste, gran parte delle quali contenute nei motivi di appello dei difensori degli otto imputati (c'è da dichiarare l'estinzione del reato per il nono, Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri, condannato a sei anni per soppressione di cadavere e deceduto il 7 aprile scorso), ma anche su quelle avanzate dal sostituto procuratore generale Antonella Montanaro. In aula, oggi, c'erano sia Sabrina sia Cosima, che hanno assistito in silenzio all’udienza chiuse nella 'gabbià di vetro: insieme, sedute l’una accanto all’altra, così come condividono dal maggio 2011 la stessa cella nel carcere di Taranto.

«L'avete vista anche voi. Provate ad immaginare quale possa essere lo stato d’animo di una ragazza che da 4 anni è in carcere da innocente con una condanna di primo grado all’ergastolo» ha dichiarato a fine udienza l’avv. Franco Coppi, uno dei difensori di Sabrina, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano notizie sulle condizioni della 26enne detenuta. Quanto alla richiesta di nuovo sopralluogo a casa Misseri, la difesa di Cosima (ha parlato l’avv. Luigi Rella) l’ha motivata sostenendo che la Procura di Taranto, per supportare la sua tesi accusatoria, avrebbe 'spostatò il luogo del delitto, trasferendolo dal garage all’interno della villetta.

Sul fronte delle parti civili – in aula c'era Concetta Serrano, la mamma di Sarah, raccolta nel suo sguardo impenetrabile che nasconde un dolore immutato – la richiesta difensiva di risentire in un’aula di giustizia Michele Misseri è stata avvertita come un ulteriore schiaffo alla verità. "Continua la recita del trasformista", e ancora "disgustati di vedere o sentire eventualmente Michele Misseri fare le sue sceneggiate" hanno replicato gli avvocati Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, legali della famiglia di Sarah. Alle richieste principali avanzate alla Corte, accusa e difesa ne hanno aggiunte di altre che vanno dall’acquisizione di documenti alla trascrizione del contenuto di conversazioni telefoniche. Tra una settimana esatta, con l’ordinanza della Corte, si capirà se il processo d’appello per l’uccisione di Sarah si riaprirà, almeno in parte, e a quale velocità camminerà verso la sentenza.

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