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Martedì 24 Ottobre 2017 | 07:57

Ilva, «nessuno investirà se l'Aia non cambia»

ROMA –  "Se non si risolve il nodo dell’aia (Autorizzazioni Integrate Ambientali) sarà impossibile trovare qualcuno che venga a investire", dice dell’Ilva il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, in audizione in Commissione Industria al Senato. "Il tema dell’aia sia in termini sia di prescrizioni che di tempistica deve essere significativamente rivisto. Nessuno verrà mai a Taranto ad implementare una aia che è fuori dal benchmark europeo, come per la copertura dei parchi (nella foto, il progetto), che non c'è in nessuna altra acciaieria e costa 300-340 milioni, una cifra gigantesca: bisogna coprire uno spazio che è come cento campi di calcio"
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Ilva, «nessuno investirà se l'Aia non cambia»
ROMA –  "Se non si risolve il nodo dell’aia (Autorizzazioni Integrate Ambientali) sarà impossibile trovare qualcuno che venga a investire", dice dell’Ilva il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, in audizione in Commissione Industria al Senato. "Il tema dell’aia sia in termini sia di prescrizioni che di tempistica deve essere significativamente rivisto. Non è benchmark europeo nè nei contenuti nè nei tempi", ha sottolineato. "Nessuno verrà mai a Taranto ad implementare una aia che è fuori dal benchmark europeo, come per la copertura dei parchi, che non c'è in nessuna altra acciaieria e costa 300-340 milioni, una cifra gigantesca: bisogna coprire uno spazio che è come cento campi di calcio".

Sull'Ilva "ho assunto posizioni radicali", ha sottolineato il presidente di Federacciai in Senato: "Penso che il problema dell’Ilva sia un problema che ci siamo creati noi italiani, tutti assieme, perchè resta il più efficiente stabilimento europeo ed uno dei più efficienti del mondo", per "le economie di scala dimensionali importantissime, le economie logistiche che nessun altro stabilimento europeo ha (per le caratteristiche del porto di Taranto)", ed anche "dal punto di vista ambientale: per le tecnologie applicate alla tutela ambientale è benchmark europeo, gli altri europei sono  nella migliore delle ipotesi allo stesso livello". In Europa non c'è "nessun parco minerario coperto", e ci sono "diversi casi di centri abitati più vicini del quartiere Tamburi", ed "in tutto il mondo i problemi di polveri si risolvono non coprendo i parchi".

Non c'è poi nessun ostacolo ad un intervento dello Stato, in vista di un nuovo assetto proprietario dell’Ilva, se nel rispetto delle regole di mercato, ha sottolineato ancora Gozzi. "Oggi l’Ilva è una balena ferita fa venire l’acquolina in bocca a chi fa scrivere lettere alla Commissione europea" sul ischio che un intervento pubblico possa essere interpretato con un aiuto di Stato vietato. "Cosa c'è dietro? C'è l’oligopolio delle siderurgie europee che sente l’odore del sangue, che soffre di una sovraproduzione e non vede l’ora di veder chiudere Taranto".

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