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CCIAA di Taranto «Facciamo ripartire la nostra economia»

TARANTO - Nasce #20diproposte, la sede delle idee, del confronto, dei progetti. E’ un'iniziativa della Camera di Commercio che si muove nel solco della necessità di dotare il territorio di un'Agenzia di sviluppo e che si concretizzerà nei prossimi giorni con incontri su specifici argomenti. Una lettera, in tal senso, è già stata inviata agli enti della provincia di Taranto e nei prossimi giorni sarà spedita a tutti gli «stakeholder» chiedendo loro la disponibilità a condividere il percorso
CCIAA di Taranto «Facciamo ripartire la nostra economia»
TARANTO - Nasce #20diproposte, la sede delle idee, del confronto, dei progetti. E’ un'iniziativa della Camera di Commercio che si muove nel solco della necessità di dotare il territorio di un'Agenzia di sviluppo e che si concretizzerà nei prossimi giorni con incontri su specifici argomenti. La Camera di Commercio parla di «un’economia bloccata. Un sistema produttivo paralizzato dalla crisi, afflitto dal dissesto del Comune di Taranto dichiarato otto anni fa e non ancora concluso. Un territorio dilaniato dalle polemiche e scarsamente coeso che continua ad essere eterodiretto nelle scelte strategiche». Una collettività che, secondo l’ente camerale, «non riesce a parlare con una sola voce, che non progetta, o lo fa in maniera non incisiva, che non intravede l’orizzonte di un nuovo futuro. Enti locali, categorie economiche, forze sociali si impegnano ciascuno nel proprio ambito, ad attivare iniziative di promozione, sviluppo e crescita i cui effetti, però, sono in larga parte vanificati dalla mancata identificazione dei reali fabbisogni territoriali, dall’assenza di obiettivi strategici chiaramente perseguibili e dalla conseguente difficoltà di progettazione finalizzata al finanziamento ed alla realizzazione degli interventi».

La Camera di Commercio «avverte in maniera chiara ed evidente l’assenza di un centro di coordinamento e di programmazione che riesca a cogliere le necessità di sviluppo e le traduca in progetti finanziabili e cantierabili».
Oggi, scrive il presidente Luigi Sportelli, «Taranto è questo. È amaro constatarlo, ma è doveroso evidenziarlo soprattutto da parte della Camera di Commercio, il maggiore ente economico del territorio, svincolato da logiche politiche-partitiche, che opera nell’interesse generale dell’intero sistema. Eppure, Taranto è una città simbolo dei moderni conflitti economici e sociali, paradigma di vecchie contraddizioni che attendono risposte nuove e innovative. La nostra città ha davanti a sé grandi opportunità - rileva Sportelli -. Può investire sulle sue vocazioni e sulle tante potenzialità, puntare sulle capacità professionali, imprenditoriali, politico-amministrative; può liberarsi di veti e condizionamenti, riappropriarsi di significative porzioni del territorio, creare un ponte con l’Europa e con le tante risorse rese disponibili dall’Unione».

Per fare tutto questo, dice ancora la CdC, «occorre un nuovo approccio ai problemi, un metodo che sia di consultazione, inclusione e sintesi. Un modello di co-working operativo che sappia cogliere i bisogni socio-economici del territorio, valorizzarne le vocazioni, tradurre tutto ciò in progetti e aree di intervento in linea con la programmazione comunitaria ». Nasce così #20diproposta, un confronto aperto con istituzioni, parti sociali, forze economiche, società civile per mettere in rete le varie anime della nostra provincia, formulare proposte, avanzare progetti e condurli alla realizzazione.
«Un think tank - spiega la Camera di Commercio - in cui far confluire le esperienze trasformando le istanze e le numerose energie che scuotono il territorio, in iniziative di crescita. Abbiamo più volte sottolineato l’esigenza di dotare il territorio di una regìa unica, di un’Agenzia di sviluppo e ora, nel solco di questa convinzione, rilancia la proposta e chiede a tutti di compiere un salto di qualità per disegnare, insieme, il futuro del territorio ionico».

Una lettera, in tal senso, è già stata inviata agli enti della provincia di Taranto e nei prossimi giorni sarà spedita a tutti gli «stakeholder» chiedendo loro la disponibilità «a condividere il percorso accennato nell’ottica di un impegno responsabile e concreto per accompagnare il territorio verso una nuova fase di crescita economica, sociale e culturale».

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