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Olio, è crollo nella produzione

TARANTO - Olio e vino, sotto choc l’oro di Puglia. Secondo i dati forniti da Cia (Confederazione italiana agricoltori), Coldiretti e Confagricoltura di Taranto, la campagna olivicola iniziata da poco più di una settimana ha fatto registrare un crollo delle produzione tra il 70 e l’80 per cento.
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Olio, è crollo nella produzione
TARANTO - Olio e vino, sotto choc l’oro di Puglia. Secondo i dati forniti da Cia (Confederazione italiana agricoltori), Coldiretti e Confagricoltura di Taranto, la campagna olivicola iniziata da poco più di una settimana ha fatto registrare un crollo delle produzione tra il 70 e l’80 per cento. I problemi sono legati alle piogge persistenti, alle nebbie, alle bonacce primaverili di fine aprile, nonché agli sbalzi termici che hanno pregiudicato irrimediabilmente la fioritura. A seguire, il prodotto residuato ha subito anche l’attacco della mosca e della lebbra e «pertanto - ammettono le organizzazioni di categoria - quasi l’intera produzione di quest’anno è pregiudicata. Per dirla in breve l’annata olivicola, prima ancora di iniziare è già finita».

Si segnalano, inoltre, il calo della produzione di uva da vino di oltre il 40 per cento a causa dell’attacco di peronospora legata alle piogge alluvionali persistenti che hanno interessato tutta la provincia nei mesi primaverili ed estivi. La situazione, aggiungono le associazioni degli agricoltori, «si è riverberata sugli impianti di primitivo, portando le aziende, che attendevano u n’annata buona dal punto di vista quanti-qualitativo, ad una situazione di collasso economico, con le spese sostenute per intero per arrivare alla raccolta del prodotto (anche maggiori), ma con un calo drastico delle entrate che non ha consentito nemmeno di far fronte al 20% delle stesse». Analoga situazione si è verificata per l’uva da tavola, dove si è registrato un calo di produzione «intorno al 40%-50% e vigneti totalmente abbandonati a causa degli attacchi di peronospora nel periodo primaverile».

E miglior sorte non hanno ricevuto gli ortaggi che, a causa delle piogge persistenti, «non sono proprio stati raccolti e sono rimasti per la quasi totalità della produzione sulle piante». In definitiva, si è determinata «una situazione drammatica che non ha precedenti, con migliaia di aziende agricole, che - si osserva - nella gran parte dei casi hanno le proprie aziende multi colturali, portate ad una situazione di totale asfissia economica che non consentirà alle stesse di poter far fronte a tutte le incombenze burocratiche, fiscali e tributarie».

I rappresentanti degli agricoltori, facendosi interpreti «dell’estremo grado di disagio delle migliaia di aziende associate», chiedono alle istituzioni «ciascuna per quanto di propria competenza, la declaratoria della calamità naturale per tutta la provincia di Taranto; lo sgravio dei contributi agricoli unificati per la manodopera assunta nel 2014; lo sgravio dei contributi obbligatori dei coltivatori diretti e Iap; la proroga delle cambiali agrarie e dei mutui fondiari in scadenza 2014; il trascinamento delle giornate effettuate dai lavoratori agricoli».
Si chiede, infime, «l’esonero dal pagamento dell’Imu per i terreni agricoli; l’esonero dal pagamento dei tributi locali per gli agricoltori; la sospensione di tutti i ruoli Equitalia nei confronti delle aziende agricole; lo sblocco immediato delle pratiche di finanziamento agrario, pendenti presso la Regione Puglia; attivazione di canali preferenziali per l’ottenimento di finanziamenti straordinari ed agevolati agli agricoltori (Consorzi fidi, Interfidi, banche)» .

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