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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:27

Primo nato centro rifugiati è festa a Martina Franca

MARTINA FRANCA (TARANTO) – Ibraham è il primo nato del centro Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, struttura che a Martina Franca ha aperto i battenti a gennaio. Il piccolo è figlio di una coppia del Ghana, giunta a luglio in Italia, a Taranto, dopo essere stata tratta in salvo, mentre il barcone sul quale si trovava stava per affondare, dai militari impegnati nell’operazione Mare Nostrum
Primo nato centro rifugiati è festa a Martina Franca
MARTINA FRANCA (TARANTO) – Si chiama Ibraham ed è nato oggi nell’ospedale di Martina Franca, un paese oggi in festa perchè il piccolo – dicono – "è il figlio di tutti noi".  Ibraham è il primo nato del centro Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, struttura che a Martina Franca ha aperto i battenti a gennaio. Il piccolo è figlio di una coppia del Ghana, giunta a luglio in Italia, a Taranto, dopo essere stata tratta in salvo, mentre il barcone sul quale si trovava stava per affondare, dai militari impegnati nell’operazione Mare Nostrum.

L'Associazione Salam ong che accoglie ed assiste i migranti durante e dopo gli sbarchi ha fatto richiesta di inserimento della coppia in Sprar e dai primi di luglio i genitori di Ibraham vivono a Martina Franca, in un appartamento che è stato assegnato loro momentaneamente, come richiedenti asilo politico, e hanno stretto ottimi rapporti col vicinato e con tutta la cittadina tarantina. Ricevono giornalmente aiuti ed un sostegno psicologico da parte degli operatori dell’ente gestore, l'Associazione Salam e del Comune di Martina Franca (Assessorato ai Servizi Sociali).

E un contributo arriva anche dal coordinamento delle Associazioni di Volontariato della città della Valle d’Itria e da tanti cittadini martinesi. "Ci siamo tutti stretti intorno a questa famiglia ed ad altri immigrati giunti qui – racconta Antonietta Podda, dell’ufficio Stampa Associazione Salam ong – ecco perchè oggi è un giorno di festa: questo bambino è figlio di tutti noi".

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