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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 05:26

Giro di lucciole in casa nei guai ex assessore

MARTINA FRANCA (Taranto) - Notificati dalla procura quattro avvisi di conclusione delle innagini preliminari: quattro martinesi e una brasiliana rischiano il rinvio a giudizio per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Tra questi c’è anche un ex assessore della giunta Palazzo, Nicola Basta, 51 anni
Giro di lucciole in casa nei guai ex assessore
MARTINA FRANCA (Taranto) - L’operazione del commissariato di Martina Franca, ha un nome suggestivo: «Sex and city». Quattro martinesi e una brasiliana rischiano il rinvio a giudizio per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Tra questi c’è anche un ex assessore della giunta Palazzo, Nicola Basta, 51 anni. Gli altri indagati sono Vincenzo Montanaro, 48, Giovanni Lenoci, 33, Massimiliano Mazzaglia, 36. Ad aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini c’è anche una donna brasiliana di 30 anni.

L’indagine dei poliziotti guidati dal vice questore aggiunto Francesco Salmeri è nata nel 2012. Gli investigatori, dopo una serie di accertamenti, ebbero il sospetto che Martina Franca fosse diventata il centro di un grosso giro di squillo grazie a contatti sul posto che, oltre a sfruttare le straniere, ne favorivano la prostituzione mettendo a loro disposizione alloggi e mezzi necessari. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Pietro Argentino, si sono svolte attraverso tradizionali appostamenti e pedinamenti. Gli investigatori del commissariato di Martina Franca avrebbero accertato che gli indagati avevano dato vita ad una vera e propria associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione avendo ognuno di loro compiti diversi.

Secondo l’accusa, tra i promotori del giro di lucciole ci sarebbe stato proprio lo stesso Basta. Quest’ultimo, insieme con la donna indagata e con Mazzaglia individuavano anche gli immobili in cui far alloggiare le prostitute nonché i prestanomi cui intestare i relativi contratti di locazione che avevano la durata massima di un mese, per aggirare la legge e evitarne la registrazione.

Mazzaglia, sempre secondo gli inquirenti, aveva anche il compito di pubblicare su «subito.it» gli annunci di fitto degli immobili al fine di ospitare le ragazze, si occupava inoltre della loro sistemazione e di riscuotere la pigione di 50 euro al giorno dalle stesse. Lenoci, sempre secondo l’accusa, avrebbe invece avuto il compito di contattare personalmente per telefono le prostitute per farle arrivare sui luoghi in cui avrebbero esercitato l’attività , mentre Montanaro avrebbe provveduto ai bisogni delle donne coinvolte nel giro di prostituzione, prestandosi personalmente a fare loro la spesa ed a occuparsi dei loro spostamenti. Ora bisognerà attendere venti giorni, tempo necessario per il giudice per decidere per l’archiviazione o per il rinvio a giudizio. In questi venti giorni gli indagati potranno presentare le loro memorie, depositare documenti o rilasciare dichiarazioni a propria difesa.

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