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Ilva, tempi lunghi per l’arrivo di Arcelor

di DOMENICO PALMIOTTI
TARANTO - «La trattativa con Arcelor Mittal sta andando avanti ma è un po’ difficile che si chiuda entro l’anno. Penso, piuttosto, all’inizio del prossimo». Ieri a Taranto per incontrare il prefetto Umberto Guidato e il sindaco Ezio Stefàno, il commissario dell’Ilva, Piero Gnudi, fa il punto sul negoziato. Con lui anche il sub commissario Corrado Carrubba. Alla vigilia dell’audizione di stasera in Senato (commissione Industria), Gnudi dice alle autorità di Taranto che il 75 per cento delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale sono state «ottemperate»
Ilva, tempi lunghi per l’arrivo di Arcelor
di Domenico Palmiotti

TARANTO - «La trattativa con Arcelor Mittal sta andando avanti ma è un po’ difficile che si chiuda entro l’anno. Penso, piuttosto, all’inizio del prossimo». Ieri a Taranto per incontrare il prefetto Umberto Guidato e il sindaco Ezio Stefàno, il commissario dell’Ilva, Piero Gnudi, fa il punto sul negoziato. Con lui anche il sub commissario Corrado Carrubba. Alla vigilia dell’audizione di stasera in Senato (commissione Industria), Gnudi dice alle autorità di Taranto che il 75 per cento delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale sono state «ottemperate». Si tratta di 87 linee di intervento. E che ad agosto scorso risultano tra spesi e impegnati (ma riferiti anche alla gestione commissariale Bondi-Ronchi) 583,208 milioni. Per Gnudi, insomma, l’azienda non è in ritardo sull’Aia considerato che quest’ultima fissa come tabella di marcia l’80 per cento delle prescrizioni a fine luglio 2015 e il totale ad agosto 2016. A prefetto e sindaco, si legge nella nota dell’azienda, Gnudi ribadisce «il fermo impegno a proseguire nel piano di risanamento ambientale, di recupero dell’efficienza produttiva e commerciale e di reperimento delle risorse finanziarie a supporto del raggiungimento di questi obiettivi».Attuare l’Aia, dare all’Ilva una base stabile con nuovi azionisti e trovare le risorse necessarie alla gestione dell’azienda. Ecco i tre fronti del commissario. «Abbiamo più offerte - dice Gnudi - anche se è indubbio che con Arcelor Mittal siamo più avanti. Loro sono anche più strutturati e hanno una divisione che si occupa delle acquisizioni». Tuttavia si vedrà se la spunterà davvero Arcelor Mittal insieme a Marcegaglia. La trattativa va avanti ma a piccoli passi. Arcelor Mittal incontra quasi ogni settimana Gnudi, c’è un approfondimento a tutto campo, ma l’offerta di acquisto è stata ancora presentata. Non c’è perché la multinazionale e il commissario stanno anche trattando sui costi del risanamento ambientale. Il punto da chiarire è: se li accolleranno tutti gli acquirenti o vi parteciperà la gestione commissariale, magari se il gip di Milano dovesse dare venerdì l’ok all’uso dei soldi (1,9 miliardi) sequestrati ai Riva?

«Il commissario dell'Ilva mi ha detto che le priorità sono il risanamento dell'ambiente e la tutela dei posti di lavoro» commenta il sindaco Stefàno. «Gli ho evidenziato - prosegue - che questa è anche la linea delle istituzioni e del governo, come lo stesso presidente Matteo Renzi ha detto proprio a Taranto a metà settembre in Prefettura. A fronte di questioni così importanti, che attengono la salute e la vita di tantissimi cittadini, non ci si può dividere, non ci si può disunire. Se una battaglia va combattuta su questo terreno, va combattuta unitariamente. Non ci possono essere istituzioni che indietreggiano». Il sindaco ha anche raccomandato a Gnudi «trasparenza». «Ho fatto presente al commissario dell'Ilva - afferma Stefàno - che Taranto ha già il muraglione della Marina che impedisce la visuale su un'area militare e non possiamo permetterci di avere un altro muraglione, quello dell'Ilva. L'azienda deve quindi essere trasparente e informare su quanto fa perchè i cittadini sappiano e abbiano percezione e contezza che le cose cominciano a cambiare».

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