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Firmato il contratto iniziano i lavori al porto di Taranto

TARANTO – Il presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete ha firmato, con il Consorzio Grandi Lavori Ottomano e Favellato, il contratto per la realizzazione delle opere infrastrutturali nello scalo ionico e a giorni si aprirà il cantiere. Il contenzioso si è sbloccato dopo che il Tar di Lecce ha rigettato la richiesta di 'sospensiva, proposta dalla Ditta Matarrese, che si era, inizialmente, aggiudicata i lavori di ristrutturazione del Molo Polisettoriale, per, poi, incorrere nella revoca, a causa del venir meno dei richiesti requisiti, ovvero la regolarità contributiva
Firmato il contratto iniziano i lavori al porto di Taranto
TARANTO – Il presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete ha firmato, con il Consorzio Grandi Lavori Ottomano e Favellato, il contratto per la realizzazione delle opere infrastrutturali nello scalo ionico e a giorni si aprirà il cantiere. Il contenzioso si è sbloccato dopo che il Tar di Lecce ha rigettato la richiesta di 'sospensiva, proposta dalla Ditta Matarrese, che si era, inizialmente, aggiudicata i lavori di ristrutturazione del Molo Polisettoriale, per, poi, incorrere nella revoca, a causa del venir meno dei richiesti requisiti, ovvero la regolarità contributiva.

“Si segna un punto di svolta importante – commenta in una nota il segretario generale della Uil di Taranto, Giancarlo Turi - per l’esecuzione delle opere (dicembre 2015, data che non sembra, poi, così lontana) e, addirittura, ora, conoscendo la ditta, destinataria dei lavori, si potranno mettere in atto tutte quelle strategie, utili per anticipare il termine di consegna del primo lotto (i fatidici primi 900 metri di banchina)”.

Turi, però, mette in guardia “dall’euforia del momento” perchè “è passata, in secondo piano, la problematica relativa alla gestione della fase transitoria, considerando che l'azzeramento dei traffici (troppo tempestivo) da parte del terminalista, prima ancora che cominciassero i lavori, ha determinato la paralisi operativa dello scalo stesso e, conseguentemente, di tutto l’indotto”. Il sindacato chiede garanzie “al Tavolo romano presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, un’occasione istituzionale nella quale Governo, Autorità Portuale e Concessionari del Terminal (la proprietà e non più semplicemente il management operativo, questo il senso del titolo), che saranno chiamati a solennizzare i rispettivi impegni ed i ruoli”.

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