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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 22:17

Immobili Taranto vecchia il Comune fa le ordinanze i privati non le rispettano

di FABIO VENERE
TARANTO - Un numero impressionante. È quello relativo alle ordinanze sindacali emesse nei confronti di proprietari di immobili della Città vecchia rimaste, negli anni, totalmente o parzialmente inevase. La cifra complessiva, ancora in via di definizione, infatti, oscilla tra una «forchetta» minima di 500 pratiche da esaminare ed una massima di 700 ordinanze sindacali inevase. Sia in un caso che nell’altro, però, si tratta di una quantità notevole, di una matassa che dev’essere sbrogliata
Immobili Taranto vecchia il Comune fa le ordinanze i privati non le rispettano
di FABIO VENERE

TARANTO - Un numero impressionante. È quello relativo alle ordinanze sindacali emesse nei confronti di proprietari di immobili della Città vecchia rimaste, negli anni, totalmente o parzialmente inevase. La cifra complessiva, ancora in via di definizione, infatti, oscilla tra una «forchetta» minima di 500 pratiche da esaminare ed una massima di 700 ordinanze sindacali inevase. Sia in un caso che nell’altro, però, si tratta di una quantità notevole, di una matassa che dev’essere sbrogliata dagli impiegati dall’ufficio Risanamento Città vecchia con la stretta collaborazione della società Infrataras. Si tratta, in moltissimi casi, di provvedimenti risalenti agli anni scorsi che vanno comunque aggiornati. In altre parole, i tecnici verificheranno le condizioni dello stabile in questione già oggetto in passato di un’ordinanza e se le condizioni statiche sono peggiorate (è improbabile che senza interventi manutentivi siano migliorate) si provvederà ad emettere una nuova ordinanza sindacale. Peraltro, le pratiche arretrate si riferiscono ad «ordinanze sindacali in danno». Formula in gergo che si riferisce a quei lavori urgenti che l’Amministrazione comunale realizza a proprie spese, anticipando soldi dalle proprie casse, in attesa poi di recuperarli dai proprietari inadempienti. È possibile, dunque, che queste 700 ordinanze inevase (ma anche se fossero 500 il discorso cambiava relativamente) abbiano causato un mancato introito per il Comune di qualche milione di euro.

Ma per quale ragione, queste ordinanze sindacali emesse nei confronti di proprietari di immobili del Borgo antico non sono state rispettate? In questi anni, verrebbe da dire in questi decenni, la tesi «difensiva» dell’Amministrazione comunale è stata sempre questa: in moltissimi casi in Città vecchia, la proprietà è frazionata e ci sono stabili in cui ci sono anche 56 comproprietari che magari risiedono all’estero. Difficili da individuare, dunque. Cosa vera, verissima. Eppure, il neodirigente al Risanamento Città vecchia, Cosimo Netti, ha introdotto un’inversione di tendenza rispetto al passato. Ha preso semplicemente il codice civile e lo sta applicando. Ovvero, il Comune notifica l’ordinanza sindacale ai proprietari ed entro trenta giorni fa pagare i danni a chi riesce a trovare. Se ad esempio, ci sono interventi urgenti da realizzare per 10mila euro ed un edificio ha 10 comproprietari, quello che verrà individuato non verserà al Comune mille euro ma l’intera somma (10mila). Poi toccherà al proprietario, o ai proprietari, che hanno ricevuto la notifica rivalersi con gli altri comproprietari per ottenere da loro quanto anticipato. Un sistema questo che, forse (è opportuno essere cauti) potrebbe sbloccare un settore dell’Amministrazione che, in questi anni, è andato oggettivamente a rilento.

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