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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:21

Comune Taranto, raccolta firme per lo scioglimento Sindaco: ipotesi una volgarità

TARANTO - Il consigliere comunale dei Verdi Angelo Bonelli (coportavoce nazionale del partito) e tre consiglieri del neo costituito gruppo dei 'Democratici per le città che vogliamò hanno annunciato di aver avviato una raccolta firme per chiedere lo scioglimento del consiglio comunale di Taranto per sospetta infiltrazione mafiosa. L'iniziativa dopo il blitz dell'altro giorno e i sospetti di collusioni con esponenti politici e di possibili condizionamenti da parte dei clan
Comune Taranto, raccolta firme per lo scioglimento Sindaco: ipotesi una volgarità
TARANTO – Se il clan D’Oronzo-De Vitis ha rimesso le mani sulla città di Taranto, la politica può essere rimasta immune? O è lecito ipotizzare infiltrazioni mafiose, soprattutto se dalle intercettazioni emerge la volontà dell’organizzazione malavitosa di pilotare gli appalti comunali? A Taranto ci si interroga sui sospetti di presunte collusioni tra politica e malaffare anche sulla scorta delle dichiarazioni rilasciate due giorni fa dal procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta, su possibili condizionamenti da parte dell’organizzazione criminale sulla classe politica.

Ma non basta: in carcere sono finiti anche i fratelli Michele e Nicola De Vitis, ovvero marito e cognato della consigliera comunale di Ncd Giuseppina Castellaneta (un tempo esponente del Pdl, poi passata in Antenna Taranto 6 e infine nel partito del ministro dell’Interno Angelino Alfano). Michele De Vitis risponde di tentata estorsione all’ex presidente dell’Amiu Gino Pucci, Nicola è un boss della vecchia criminalità organizzata che ha scontato una condanna per l’omicidio di Cosima Ceci, la mamma dei Modeo, e ora viene accusato di essere il mandante dell’omicidio di Tonino Santagato.

Oggi, a margine di un burrascoso consiglio comunale, il consigliere comunale dei Verdi Angelo Bonelli (coportavoce del partito), a cui è stato negato di intervenire sull'argomento, ha annunciato insieme ad altri tre consiglieri di minoranza che avvierà una raccolta di firme per chiedere lo scioglimento anticipato del consiglio comunale sia per "sospetta infiltrazione mafiosa" che per "incapacità amministrativa".

Oltre a citare il caso di Giuseppina Castellaneta, Bonelli suggerisce al sindaco Ezio Stefano, a capo di una coalizione di centro sinistra, "di applicare il principio di precauzione e di far sostituire dalla presidenza della commissione Urbanistica il consigliere Giovanni Guttagliere (anch’egli del Nuovo Centro Destra, ndr), definito nelle intercettazioni 'uomo nostrò dall’imprenditore Fabrizio Pomes, arrestato per concorso esterno nell’associazione mafiosa".

Per il primo cittadino "ipotizzare condizionamenti mafiosi all’interno dell’Amministrazione comunale è di una volgarità e cattiveria che offende l’ente. Chi insinua questo – ha detto Stefano – dimostra di non volere bene alla città".

E si difende, affidando il suoi pensieri a una lettera sofferta, anche la consigliera Giuseppina Castellaneta, per la quale "non si possono sfruttare eventi, così tragici, per le famiglie coinvolte, per mera speculazione politica. Difenderò, con tutta la mia forza di madre e di moglie, la mia famiglia e mio marito. Sono sicura – afferma la cognata del boss – che la magistratura ci renderà giustizia".

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