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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:12

Provinciali, bufera Pd su Taranto e Brindisi Duello Emiliano-Pelillo

BARI - Il segretario del Pd: i democratici nella giunta jonica restituiscano le deleghe. No agli inciuci. Attacchi da Sel. Stefàno rilancia videclip di Tata: «sorbole, Dario piace anche a me che sono emiliano»
Provinciali, bufera Pd su Taranto e Brindisi Duello Emiliano-Pelillo
BEPI MARTELLOTTA
BARI - «Mi auguro che il buon senso prevalga sugli inciuci e anche sugli accordi opachi». Michele Emiliano allarga le braccia nelle piazze pugliesi (prima Mesagne per un convegno dei LabDem, poi Ruvo) dove sta portando avanti la raccolta delle firme sulla sua candidatura alle primarie.

Il caso Taranto, con la vittoria del presidente in quota FI e la vicepresidenza assegnata ai Democratici, brucia ancora. E il partito jonico, finito nella bufera, è chiamato dal vertice a chiudere la partita con la consegna delle deleghe da parte dei neo-consiglieri provinciali Pd eletti, in odore di incarichi di giunta.

Emiliano va anche oltre le accuse di «operazione squallida» a proposito dell’inciucione tarantino e sospetta rilievi penali in una vicenda finora relegata nella spartizione di potere politico. Chiaro il braccio di ferro col regista dell’operazione, il deputato Pd Michele Pelillo, in rotta da tempo col segretario per le nomine del sottogoverno Renzi. E il pentolone rischia di scoppiare visto che, dopo Taranto, si materializzerà l’accordo Pd-Ncd a Brindisi, con il coordinatore degli alfaniani Ferrarese che ha deciso di far sostenere dai suoi, pur in lista autonoma, la presidenza di Maurizio Bruno, segretario provinciale del Pd. Non a caso, dalla minoranza Dem rumoreggiano sullo scenario che sta venendo fuori dalle urne provinciali (dopo Taranto, domenica prossima saranno celebrate nelle altra quattro province).

«Dopo Taranto vedremo il film “Cassano , una promessa dell'avvenire”», ironizza Enzo Lavarra su facebook, specificando che non si tratta del campione di Bari vecchia ma del coordinatore regionale di Ncd. «Della serie: quello che gli struzzi non vedono. Nel frattempo i pulmini sono pronti per scaricare migliaia di volontari democratici alle primarie ( l'albo non si poteva fare !) e il tesseramento va, a gonfie vele, verso il fondo». Quanto alle primarie regionali, «tutto si sta riducendo a scontro di ceto politico, a gioco di alleanze e di trasversalismi corsari, non solo a Taranto. Ed è da luglio che va in scena questo copione. Il segretario regionale non può fare solo il candidato - tuona Lavarra - altrimenti deleghi ad altri il compito di promuovere sedi di discussione, decisione , azione politica e legislativa. Ilva, alluvione nel Gargano,Tap, Xylella, per fare alcuni esempi, sono emergenze che non possono aspettare gli esiti delle primarie e delle secondarie , che non possono essere affrontati come temi di propaganda dei candidati. Si convochi una direzione regionale, certo per discutere di linea politica ma anche per definire agenda delle priorità e incarichi di lavoro ad esse corrispondenti».

«Alla fine è andata come temevano. Le larghe intese - dice Gano Cataldo, coordinatore regionale di Sel - sono state presentate come una necessità. Invece si stanno rivelando per quello che sono: lo sdoganamento degli accordi per un pezzettino di potere, anche effimero e non definito, come quello delle amministrazioni provinciali. Dall'abolizione delle province si passa ad utilizzarle come luogo di sperimentazioni politiche mostruose. Il Pd Puglia ha detto, seppur tardivamente, parole chiare. Al punto in cui ci troviamo non bastano le parole. Ci aspettiamo fatti conseguenti per evitare che l'errore commesso a Taranto non diventi un precedente sul quale basare ulteriori sperimentazioni dissennate per le province al voto la prossima settimana o, peggio ancora, per le future elezioni regionali».

Se l’agenda del candidato Emiliano è occupata dal caso Taranto, gli sfidanti Guglielmo Minervini (Pd) e Dario Stefàno (Sel) tirano dritti, sgombri dall’incarico dirigenziale del segretario Pd. «C'è una politica ortodossa che si concepisce come strumento per conquistare il potere. Costi quel che costi. E c'è una politica eretica - dice Minervini - che si immagina come leva per liberare le infinite possibilità della vita. Sprigionarne la forza. Bisogna essere eretici per immaginare una politica che sogni il futuro. Anzi lo costruisca». Stefàno, invece, si affida ad un videoclip ironico di Antonio Stornaiolo («Sorbole! È forte Stefàno, piace tanto anche a me che sono “emiliano"! Vattin tu e lu pomodoro scattarisciatu!) e lo commenta: «Un amico oggi mi ha mandato questa videolettera: un consiglio prezioso per vincere le primarie. Grazie Antonio!».

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