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Tempa Rossa a Taranto l’Arpa torna in azione

di FULVIO COLUCCI
e MARIA ROSARIA GIGANTE

TARANTO - L’assessore Nicastro ricorda che «In relazione a Tempa Rossa la Regione già aveva chiesto in fase di parere Via la valutazione di incidenza sanitaria, e tornerà sul tema chiedendo all’azienda, in quanto nuovo insediamento, di produrre, come prevede la nostra Legge sulla Valutazione del danno Sanitario, una attestazione di non aggravio delle emissioni in atmosfera»
Tempa Rossa a Taranto l’Arpa torna in azione
di FULVIO COLUCCI
e MARIA ROSARIA GIGANTE


TARANTO - «Lo studio effettuato da Arpa Puglia relativo alla pressione ambientale esercitata dall’Ilva di Taranto costituisce un punto di riferimento importante per la valutazione dell’incidenza di nuovi insediamenti in quell’area» . Ieri a Bari, l’incontro tra l’assessore all’Ambiente della Regione Lorenzo Nicastro e il direttore generale dell’Arpa, Giorgio Assennato, ha prodotto alcuni passaggi importanti per il futuro del progetto Tempa Rossa. «Il lavoro di studio effettuato dall’Arpa - si legge in una nota diffusa al termine del vertice in cui si riportano le dichiarazioni dell’assessore Nicastro - costituisce un parametro di confronto utile per valutare se, un nuovo impianto come quello dei serbatoi Eni, rischia di aggravare il quadro emissivo in quell’area».

La Regione conferma la richiesta al ministero di riesaminare la Valutazione d’impatto ambientale e l’Autorizzazione integrata ambientale «all’evidenza dei rilievi effettuati dall’Arpa». E, dal canto suo, il direttore generale dell’Arpa, Giorgio Assennato, indica nei prossimi due mesi il lasso di tempo necessario per nuove considerazioni sul progetto in ragione della compilazione del rapporto di Valutazione del danno sanitario «sugli altri impianti - prosegue la nota della Regione - insistenti sull’area di Taranto».

L’assessore Nicastro ricorda che «In relazione a Tempa Rossa la Regione già aveva chiesto in fase di parere Via la valutazione di incidenza sanitaria, e tornerà sul tema chiedendo all’azienda, in quanto nuovo insediamento, di produrre, come prevede la nostra Legge sulla Valutazione del danno Sanitario, una attestazione di non aggravio delle emissioni in atmosfera». Mossa a sorpresa? O forse, neppure tanto. Nel clima incandescente della polemica contro Tempa Rossa, il progetto Total- Shell-Mitzui, che prevede lo stoccaggio e la movimentazione a Taranto del greggio che sarà estratto in Basilicata, si inserisce una nuova iniziativa organizzata dalla Total.
A distanza di qualche giorno da un incontro in Confindustria finalizzato a illustrare il progetto in qualche modo replicando alle accuse mosse dal fronte ambientalista, le società petrolifere tengono fede all’impegno di un confronto più aperto. E stanno organizzando un workshop per il 16 ottobre. E, nell’intento di confrontarsi attraverso un dialogo puntuale anche con chi sta avversando il progetto, hanno invitato al tavolo dei relatori la responsabile del Movimento Legamjonici, Daniela Spera. «Vorremmo invitarla a partecipare come relatore e ad esporre le posizioni del movimento che lei rappresenta – si legge nell’invito -. Tutto ciò con spirito di dialogo e trasparenza».

Spera aveva illustrato, nel corso di una recente conferenza stampa, il contenuto delle proprie osservazioni inviate al Comitato tecnico regionale nel febbraio del 2013. Comitato che, a distanza di due mesi, rilasciò il nulla osta di fattibilità ad Eni (nella cui raffineria a Taranto dovranno essere realizzati i due mega serbatoi e l’al - lungamento del pontile per il carico delle petroliere). Un nulla osta ad un rapporto provvisorio nel quale erano previste precise prescrizioni per la riduzione di incidenti rilevanti, ha evidenziato Daniela Spera. Prescrizioni - quelle contenute nel Nof del Ctr - che coincidono con alcune delle osservazioni mosse dal movimento ambientalista ed alle quali l’Eni non avrebbe ancora ottemperato non avendo ancora presentato il rapporto definitivo di sicurezza. Insomma, una serie di passaggi mancanti, secondo Spera, sui quali si potrebbe far leva per bloccare il progetto. Intanto, sul sito del proprio movimento, Spera si riserva di far sapere se aderirà o meno all’invito di Total.

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