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Tamburrano presidente Provincia di Taranto è caos Pd in Puglia Eletto con i voti del Pd Stefano: urge un chiarimento Emiliano: di tutto per evitarlo

BARI – La vittoria del candidato di Fi alle provinciali di Taranto, malgrado sulla carta la maggioranza fosse per il candidato del centrosinistra, fa scoppiare il caos nella coalizione e in particolare nel Pd pugliese. Il dito è puntato contro il segretario, Michele Emiliano, accusato di avere fatto accordi sottobanco con i forzisti in vista delle primarie per la presidenza della Regione cui parteciperà come candidato. Lui si difende negando
Azzaro (Pd) è il vicepresidente
Tamburrano presidente Provincia di Taranto è caos Pd in Puglia Eletto con i voti del Pd Stefano: urge un chiarimento Emiliano: di tutto per evitarlo
BARI – La vittoria del candidato di Fi alle provinciali di Taranto, malgrado sulla carta la maggioranza fosse per il candidato del centrosinistra, fa scoppiare il caos nella coalizione e in particolare nel Pd pugliese. Il dito è puntato contro il segretario, Michele Emiliano, accusato di avere fatto accordi sottobanco con i forzisti in vista delle primarie per la presidenza della Regione cui parteciperà come candidato. Lui si difende negando e rivendicando di essersi "esposto pubblicamente fin dal primo momento contro qualsiasi accordo tra Pd e Forza Italia: chi dice il contrario – afferma - mente sapendo di mentire".

Di accordi a livello locale tra i democratici e i forzisti si era rumoreggiato a lungo durante la campagna elettorale per le provinciali, ma l’ipotesi era stata ufficialmente smentita dai vertici del partito. Sta di fatto che ieri dalle urne è emersa la vittoria schiacciante di Martino Tamburrano, sindaco azzurro di Massafra, con quasi il 64% delle preferenze (ponderate), mentre il candidato del Pd, Gianfranco Lopane, che sulla carta avrebbe dovuto avere la maggioranza dei voti dei 'grandi elettorì, si è fermato al 36%.

La immediata caccia ai franchi tiratori ha individuato subito i responsabili tra le fila degli esponenti locali del Pd favorevoli alle larghe intese e vicini al deputato Michele Pelillo. Sono partite quindi le bordate contro Emiliano. "E' sua la responsabilità”, accusa l’assessore regionale Gugliemo Minervini (Pd), anche lui candidato alle primarie regionali. "Siamo davanti – dice – a un inciucio di dimensioni massicce e organizzate, che mostra dove conduce la linea di allegro trasversalismo praticato da Emiliano e rivela il modo con cui lui intende la politica: un partito che fa accordi sottobanco mentre silura i suoi migliori amministratori”.

Tuona anche l’altro dei tre candidati alle primarie regionali, Dario Stefano (Sel), che chiede subito un chiarimento politico. "La domanda che tutti si pongono – dice – è semplice: è accaduto quello che era nelle intenzioni sin dall’inizio, nonostante smentite pubbliche, o l’elezione è sfuggita totalmente dalle mani delle segreterie politiche?". "C'è ancora il centrosinistra a Taranto?", si chiede poi il capogruppo di Sel alla Regione Puglia, Michele Losappio, mentre il coportavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, parla di "inciucio peggiore della prima Repubblica".

A tutti risponde Emiliano annunciando la imminente convocazione della direzione del partito per valutare le condotte dei consiglieri frondisti, e invitando i dissidenti a dichiararsi e a dimettersi dal partito.

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