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«I colori della luce» biennale a Grottaglie con 67 artisti in vetrina

GROTTAGLIE - Sessantasette artisti, tra pittori, incisori, scultori e ceramisti, di diciotto nazioni, dalla Cina al Cile, dalla Svezia alla Turchia. Da sabato scorso, a Grottaglie, gli ambienti del Convento dei Paolotti ospitano la Terza Biennale Internazionale di Pittura Scultura e Ceramica sul tema «I colori della luce». L’esposizione rimarrà allestita fino al 16 novembre
«I colori della luce» biennale a Grottaglie con 67 artisti in vetrina
GROTTAGLIE - Sessantasette artisti, tra pittori, incisori, scultori e ceramisti, di diciotto nazioni, dalla Cina al Cile, dalla Svezia alla Turchia. Da sabato scorso, a Grottaglie, gli ambienti del Convento dei Paolotti ospitano la Terza Biennale Internazionale di Pittura Scultura e Ceramica sul tema «I colori della luce». L’esposizione rimarrà allestita fino al 16 novembre, per poi riaprire i battenti nel Protoconvento di San Francesco, a Paola, (in Calabria), il 6 dicembre e chiudersi il 25 gennaio 2015.

La Biennale, a cura dello storico dell’arte mons. Pietro Amato, è organizzata - si legge nella nota di presentazione - sotto il patronato di padre Francesco Marinelli, correttore generale, che ha chiesto all’Ordine un cammino sicuro sulle vie della «carità culturale». In questo percorso ha trovato sensibilità e collaborazione nelle figure di Padre Salvatore Palmino, superiore della Comunità di Grottaglie, e di padre Gregorio Colatorti, provinciale di Paola, che ha voluto la manifestazione nel Santuario di Paola. In mostra i diversi linguaggi d’arte, dal figurativo all’astratto, dalle forme classiche d’intendere l’arte alle più avanzate proposte di ricerca, quest’ultime scelte nel segno di ciò che emoziona e crea immaginario nello spirito del visitatore. Le singole opere formano una partecipazione corale di alto livello qualitativo.

L’evento si completa con un’antologica del giovane scultore Alessio Deli, che propone trentuno lavori tra disegni, sculture a tutto tondo, impianti e creazioni varie. Inoltre, compare per la prima volta un omaggio a un artista deceduto: lo scultore rumeno Constantin Lucaci, venuto a mancare il 20 luglio scorso. A lui si deve una donazione di sue opere al Protoconvento di Paola e la realizzazione del grandioso Astro-Tabernacolo, in acciaio inossidabile e vetro colorato, nella nuova Aula di preghiera. L’esposizione comprende sette significative opere, due delle quali inedite per l’Italia e dove si può ammirare uno straordinario ritratto in granito verde. La Biennale, se nell’ultima ha voluto indagare sulle forme che crea la luce, ora si affida agli artisti, perché indaghino sul colore della luce, sul dolore della luce in frantumi, sull'umanità che, fondata sui principi dell’umana famiglia, conosce di fatto gli orgogli e le stupidità dell’uomo sull'altro uomo, nonché l’oscuro e insano disegnò di spegnere la luce, la vita dell’uomo.

La rassegna ha un catalogo con le schede delle opere di mons. Pietro Amato. Una formula già collaudata nelle precedenti edizioni e che non trova precedenti nelle esposizioni a partire dall’Ottocento. È la realtà più misteriosa che coglie l’uomo, ponendo interrogativi esistenziali. Immateriale, genera materia e visioni. Impalpabile, è matrice di vita e di sofferenza. La si trova all’origine della coscienza creatrice e della poetica.

Sede della mostra grottagliese: Convento San Francesco di Paola, via 25 Luglio, 86/A. Apertura: mattina ore 10- 12.30; pomeriggio ore 17.30 - 20.30. Chiuso il lunedì. Info: 099.5661084. [d. picc.]

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