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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 04:26

«Lotta al racket» Un nuovo sportello per sostenere la denuncia

di PAMELA GIUFRÈ
TARANTO - Più coraggio, ma anche assistenza tecnica per combattere l’usura. Parte da questo intento il nuovo ufficio costituito da Confesercenti Taranto e Confartigianato provinciale. L’iniziativa di inaugurare un ufficio Antiracket e antiusura al quale possano fare riferimento tutti gli imprenditori locali, è stata illustrata ieri nella sala Monfredi della Camera di Commercio di Taranto
«Lotta al racket» Un nuovo sportello per sostenere la denuncia
di PAMELA GIUFRÈ
TARANTO - Più coraggio, ma anche assistenza tecnica per combattere l’usura. Parte da questo intento il nuovo ufficio costituito da Confesercenti Taranto e Confartigianato provinciale. L’iniziativa di inaugurare un ufficio Antiracket e antiusura al quale possano fare riferimento tutti gli imprenditori locali, è stata illustrata ieri nella sala Monfredi della Camera di Commercio di Taranto, dal responsabile della nuova realtà, il criminalista Michele Cagnazzo. Accanto a lui, il presidente di Confesercenti, Vito Lobasso, ed il direttore di Confartigianato, Fabio Paolillo. Sono inoltre intervenuti il questore di Taranto, Vincenzo Mangini, il comandante del reparto operativo dei Carabinieri, colonnello Giovanni Tamborrino, ed il vicecomandante della Compagnia Carabinieri di Taranto, tenente Pietro Laghezza. A questo ufficio sarà annesso anche un centro di ascolto mirato ad offrire una completa assistenza a chi denuncia usura ed estorsioni, non soltanto per la soluzione dei problemi economici e finanziari, ma anche per affrontare le situazioni di crisi delle aziende. «Il fenomeno dell’usura a Taranto e provincia è estremamente insidioso - afferma Lobasso - anche alla luce dell’attuale crisi economica. Di conseguenza, le risposte al fenomeno sono affidate alla messa in atto di strumenti di contrasto e di repressione da un lato e di sostegno e di prevenzione dall’altro. Su questi aspetti si concentrerà dunque l’attività dell’ufficio antiracket e antiusura. Vogliamo assicurare una necessaria azione di aiuto nei confronti delle piccole e medie imprese vittime del racket. Il nostro messaggio ai piccoli e medi commercianti vuol essere chiaro affinché gli imprenditori sappiano di poter fare sempre affidamento sulla nostra presenza. Intendiamo insomma rappresentare la loro stampella per raggiungere la meta ambita della tutela della legalità nella giusta convinzione che senza libertà d’impresa non c’è né sviluppo né occupazione». L’esigenza è nata dal basso. «Non avremmo mai voluto inaugurare uno sportello del genere - osserva il presidente di Confesercenti - ma abbiamo dovuto farlo spinti dai nostri iscritti, che vogliono trovare in noi un punto di riferimento ed una soluzione per portare avanti la propria azienda. È chiaro che per raggiungere i nostri obiettivi avremo bisogno della collaborazione di tutti, non solo gli imprenditori ma anche le istituzioni ed il sistema bancario». «Se questo fenomeno è così tanto in crescita - aggiunge il direttore Paolillo - è anche a causa dell’atteggiamento delle banche, che hanno delle responsabilità precise. Non possiamo infatti tacere sul fatto che diversi istituti di credito hanno chiuso i rubinetti e tradito i loro clienti. Soprattutto le banche locali, le quali hanno raccolto i soldi dai cittadini per diventare quello che sono oggi e poi li hanno abbandonati. È quindi chiaro che in una situazione di crisi così difficile, di fronte all’ostilità delle banche e all’impossibilità di chiedere prestiti ad amici e parenti, si finisce nella rete degli usurai, ed è sempre più difficile venirne fuori».

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