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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 14:52

Tempa Rossa, c’è il «no» della giunta di Taranto

di FABIO VENERE
TARANTO - «Tempa Rossa», la giunta Stefàno formalizza la sua opposizione al progetto di Eni e Total. È stata approvata una delibera in cui l’esecutivo invita la massima assise cittadina, nell’ambito dell’approvazione del Piano regolatore portuale, ad impedire la realizzazione delle opere connesse al progetto denominato «Tempa Rossa» targato Eni e Total. Il «no» è dettato dalle gravi problematiche ambientali che affliggono Taranto
Tempa Rossa, c’è il «no» della giunta di Taranto
di FABIO VENERE

TARANTO - «Tempa Rossa», la giunta Stefàno formalizza la sua opposizione al progetto di Eni e Total. L’altroieri pomeriggio, infatti, l’esecutivo comunale ha approvato una delibera che ha la forma di un atto di indirizzo al Consiglio comunale, competente ad esprimersi per legge sulle questioni urbanistiche. Ed allora, come conferma in questa stessa pagina l’assessore all’Ambiente, Enzo Baio, la giunta ha acceso il «semaforo verde» ad una delibera che, sostanzialmente, invita la massima assise cittadina, nell’ambito dell’approvazione del Piano regolatore portuale, ad impedire la realizzazione delle opere connesse al progetto denominato «Tempa Rossa». Da quel che si apprende (la delibera è ancora in fase di pubblicazione) farebbe giusto qualche cenno alla direttiva Seveso che impone distanze precise tra impianti di questo tipo e le raffinerie mentre si soffermerebbe, più in generale, sulle gravi problematiche ambientali di Taranto messe peraltro clamorosamente in luce dall’aggiornamento del programma «Sentieri». Di più, in estrema sintesi, il provvedimento della giunta Stefàno non direbbe anche perché si lascia poi al Consiglio comunale la possibilità di esprimersi in piena autonomia. Anche se, questo va ricordato, dall’aula consiliare di Palazzo di città già due anni fa si levò un primo «no» verso il progetto di Eni e Total poi ribadito nello scorso luglio.

E dopo aver ricordato che il progetto, presentato alla stampa martedì scorso nella sede di Confindustria, prevede lo stoccaggio in due grandi silos di petrolio proveniente dalla Basilicata bisogna, per onestà intellettuale, ricordare anche che il consigliere di «Taranto Respira», Angelo Bonelli, ha più volte incalzato il Comune di Taranto affinché al «no» politico espresso unisse uno «stop» imposto con la variante urbanistica. Un mese fa, del resto, il leader dei Verdi aveva detto: «Il 14 luglio scorso il consiglio comunale approvò - aveva sottolineato l’esponente ecologista - tre documenti tra cui quello dei Verdi per Taranto Respira per il “no” al progetto Tempa Rossa. Già quel giorno avevo informato il sindaco Stefano che un semplice no del Comune a Tempa Rossa se non motivato non avrebbe prodotto alcun effetto per fermare il progetto dell'Eni. Il modo per fermare questo progetto , ed era scritto nel nostro documento, che comprometterebbe l'economia, ambiente e salute dei tarantini, sarebbe quello di approvare da parte del Comune il recepimento negli strumenti urbanistici del decreto ministeriale in materia di direttiva Seveso».

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