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Vigilanza a Taranto posti di lavoro a rischio al Tribunale e alla «Stp»

di ANTONIO PORTOLANO
TARANTO - Quattro posti di lavoro a rischio nella vicenda relativa all’aggiudicazione degli appalti relativi al servizio di vigilanza nel Tribunale di Brindisi e all’interno della Società trasporti pubblici. Il problema non solo relativo ai paventati esuberi però, rischia di creare un «pericoloso precedente secondo i sindacati per i quali, se dovesse diventare «regola» quanto accaduto nell’ambito della redazione dei bandi di gara, si creerebbero gravi ripercussioni sugli imminenti cambi d’appalto previsti in altri enti e grosse società con il rischio concreto di una serie importante di licenziamenti
Vigilanza a Taranto posti di lavoro a rischio al Tribunale e alla «Stp»
di Antonio Portolano

TARANTO - Quattro posti di lavoro a rischio nella vicenda relativa all’aggiudicazione degli appalti relativi al servizio di vigilanza nel Tribunale di Brindisi e all’interno della Società trasporti pubblici. Il problema non solo relativo ai paventati esuberi però, rischia di creare un «pericoloso precedente secondo i sindacati per i quali, se dovesse diventare «regola» quanto accaduto nell’ambito della redazione dei bandi di gara, si creerebbero gravi ripercussioni sugli imminenti cambi d’appalto previsti in altri enti e grosse società con il rischio concreto di una serie importante di licenziamenti.

I fatti. La Securpol in Ati (associazione temporanea d’impresa) con la Ipi, che per i precedenti tre anni ha fornito il servizio di vigilanza e portierato per il Tribunale di Brindisi, viene scalzata dalla Sveviapol sud - nell’ambito della gara redatta dal Comune di Brindisi -, che si aggiudica l’appalto. Contestualmente, la Securpol si aggiudica la gara bandita dalla Stp per il rinnovo del medesimo servizio, rilevando l’appalto precedentemente svolto dalla Sveviapol Sud. Quest’ultima, per quanto attiene l’appalto in Tribunale, è riuscita a presentare un’offerta al ribasso imbattibile forte del fatto di poter attingere alle liste di mobilità (e per questo di avere manodopera a minor costo). Intanto per quanto attiene alla Stp, l’azienda di mobilità ha rivisto il capitolato giudicando sufficiente il servizio di vigilanza svolto nelle sole ore notturne e il servizio di portierato.

Accade, in virtù di queste gare, che la Securpol passi da un appalto più grande in cui impegnava 8 persone ad uno più piccolo per il quale in termini di ore lavorate basta una persona e mezza e che la Sveviapol sud, al contrario, possa rafforzarsi avendo una commessa più grossa (e tra l’altro in crescita visto che le ore lavorate passano da 11mila a 14mila). Al netto dei passaggi, a rischiare il posto sono 4 persone: tre guardie giurate e un portiere.

I sindacati contestano il fatto che nella redazione del bando da parte del Comune, manchi un riferimento esplicito al rispetto della clausola di salvaguardia dei posti nel passaggio d’appalto. E tra l’altro l’applicazione della regola che vuole che nel concorso alla gara d’appalto gli istituti di vigilanza abbiano la capacità operativa di coprire tutte le postazioni (i servi da svolgere) maggiorato del 10%. Alla luce di questi fatti e visto il rischio di 4 posti di lavoro ieri si è svolta una riunione fiume in prefettura alla presenza dei rappresentanti dell’Ufficio di governo, di sindacati (Marilina Nocco per la Cgil; Antonio Baldassarre per la Fisascat Cisl; Raffaele De Punzio per la Uiltucs; Antonio Lagrotta per l’Ugl e Giovanni Vita segretario regionale della Flaica Cub). Sul tavolo la proposta e l’opera di sensibilizzazione delle istituzioni a salvare i quattro posti cercando di convincere la Sveviapol Sud di assumere gli esuberi evitando di attingere alle liste di mobilità, ma su questo punto l’istituto di vigilanza ha risposto con una chiusura totale, anche perchè in questo caso, verrebbe meno l’economicità dell’offerta presentata per il Tribunale. E questo determina il serio rischio per la Securpol di doversi privare di parte del personale.

Al termine della impegnativa riunione però i sindacati e le guardie giurate si sono recati al Comune chiedendo un incontro col sindaco per la verifica di tutti gli atti di gara perchè esisterebbero i presupposti per l’annullamento per la mancata applicazione del Contratto collettivo nazionale (venendo meno la clausola di salvaguardia). Altro iniziativa in preparazione per lunedì è l’apertura di una nuova vertenza relativa al settore della vigilanza con la dichiarazione dello stato di agitazione. Il timore dicono i confederali è che se passasse questa «regola» nell’imminente cambio d’appalto all’ospedale, al porto o all’Enel - per citare i più grossi - ci troveremo di fronte ad una serie di licenziamenti importanti, che nessuno si può permettere.

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