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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 11:02

Denuncia call center minacciato sindacalista

TARANTO – “La precarietà, lo sfruttamento e il raggiro denunciati dalla Slc e a cui erano costretti quei lavoratori potrebbe aver scoperchiato un affare troppo importante per una fetta di mercato occulto e senza scrupoli, pronto anche a minacciare violentemente chi crea disturbo o turbativa”. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cgil di Taranto, Giuseppe Massafra, commentando un episodio ora al vaglio degli inquirenti di cui sarebbe stato oggetto proprio il segretario del settore comunicazione, Andrea Lumino
Denuncia call center minacciato sindacalista
TARANTO – “La precarietà, lo sfruttamento e il raggiro denunciati dalla Slc e a cui erano costretti quei lavoratori potrebbe aver scoperchiato un affare troppo importante per una fetta di mercato occulto e senza scrupoli, pronto anche a minacciare violentemente chi crea disturbo o turbativa”. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cgil di Taranto, Giuseppe Massafra, commentando un episodio ora al vaglio degli inquirenti di cui sarebbe stato oggetto proprio il segretario del settore comunicazione, Andrea Lumino, pochi giorni dopo aver denunciato alla procura presunti casi di sfruttamento in un call center di Grottaglie che vendeva contratti per conto di due importanti gestori di telefonia italiani.

Lumino ha trovato sul cruscotto della sua auto, parcheggiata in via Salinella, un foglio dal contenuto minatorio con un invito a “stare attento” e a tenersi “alla larga”. Secondo l’organizzazione sindacale, i lavoratori vendevano contratti di telefonia di importanti compagnie telefoniche italiane percependo guadagni irrisori.
“Come sindacato confederale – aggiunge il segretario della Cgil Massafra – abbiamo il dovere di rispolverare questioni antiche che riguardano un settore che conosce crisi solo per i call center regolamentati e in regola e non certo per quelli ospitati nei sottoscala. Il caso di Grottaglie pone con un urgenza e nuovamente la questione della concorrenza sleale ma anche dell’irresponsabilità di committenti importanti che senza alcuno scrupolo sono disposte ad affidare comunicazioni e dati sensibili a società che al massimo ribasso e in spregio ad ogni norma sul lavoro e sul contratto”.

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