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Sabato 21 Ottobre 2017 | 12:25

«Acqua sanificata per irrigare i vigneti e gli uliveti»

di NANDO PERRONE
AVETRANA - Piero De Padova, amministratore dell’azienda agricola “Marina Piccola” di Avetrana, interviene nel dibattito in atto sul recapito finale del depuratore consortile di Manduria e Sava. De Padova, che ricopre la carica di vice presidente provinciale della CIA e di consigliere nazionale di AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), indica una soluzione alla gestione dei novanta litri al secondo di acqua sanificata, che potrebbe anche bypassare il consorzio irriguo
«Acqua sanificata per irrigare i vigneti e gli uliveti»
di NANDO PERRONE

AVETRANA - «Novanta litri di acqua sanificata al secondo? Nei 4-5 mesi più caldi, non sarebbero sufficienti per irrigare neppure gli ettari di uliveto della mia azienda. Se davvero l’acqua sarà sanificata utilizzando le tecnologie della Tabella 4S, chiamando al tavolo della concertazione anche le organizzazioni professionali agricole, si potrebbero trovare delle soluzioni per evitare lo scarico nel mare anche nei mesi invernali. O, nel peggiore dei casi, di limitarlo ad un periodo davvero contenuto».

Piero De Padova, amministratore dell’azienda agricola “Marina Piccola” di Avetrana, interviene nel dibattito in atto sul recapito finale del depuratore consortile di Manduria e Sava. De Padova, che ricopre la carica di vice presidente provinciale della CIA e di consigliere nazionale di AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), indica una soluzione alla gestione dei novanta litri al secondo di acqua sanificata, che potrebbe anche bypassare il consorzio irriguo Arneo.

«La mia azienda è formata da 50 ettari di macchia mediterranea, da 100 ettari di uliveto e da 4 ettari di vigneto, oltre che dal ristorante agrituristico » fa presente Piero De Padova. «Ho fatto due conti: se dovessi irrigare contemporaneamente tutti i 100 ettari di uliveto, mi occorrerebbero 100 litri di acqua al secondo, poiché dispongo di un impianto a goccia da 12 litri a ora a pianta di ulivo. Quindi la quantità di acqua che sarebbe immessa dal depuratore servirebbe ad irrigare 90 ettari ad ora della superficie della mia azienda coltivata ad uliveto. Ma nella zona della mia azienda ve ne sono diverse altre delle stesse dimensioni. Il riutilizzo a fini irrigui, pertanto, potrebbe addirittura limitarsi alle sole aziende che si trovano nella zona fra Avetrana e Manduria. Il periodo invernale? Ritengo che potrebbe trovarsi una soluzione anche per i mesi più piovosi. Si potrebbe stoccare l’acqua in una cava abbandonata, per poi riutilizzarla. Non dimentichiamo, neppure, che le falde dei pozzi da cui attingiamo ora l’acqua per irrigare va salinificandosi. È davvero fondamentale, per la nostra agricoltura, utilizzare quell’acqua sanificata, che è dolce».

L’amministratore di “Marina Piccola”, azienda biologica dal 1996, premiata con la bandiera verde dalla CIA, chiede pertanto di essere invitato in un incontro per discutere dell’utilizzo agricolo delle acque sanificate. «Sarebbe opportuno essere presenti anche noi nel tavolo di discussione attivato a Bari. Lo stesso Alfonso Cavallo, presidente provinciale della Coldiretti, ha manifestato la stessa disponibilità. Potremmo trovare subito una soluzione operativa».

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