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«L’Isola che vogliamo» in migliaia all’anteprima a Taranto vecchia

di GIACOMO RIZZO
TARANTO - Buona l’anteprima. Ma c’è qualcosa che ha spiazzato gli appassionati de «L’Isola che vogliamo». Forse un difetto o un ritardo di comunicazione. Il «Festival dello Scorpione» ha attirato sabato sera alcune migliaia di persone, garantendo musica di qualità con un ritmo coinvolgente. Era, però, l’unico evento in programma. Chi ha girato il borgo antico in cerca dei consueti appuntamenti è rimasto deluso. Per la versione “classica” dell’Isola che vogliamobisognerà attendere mercoledì
«L’Isola che vogliamo» in migliaia all’anteprima a Taranto vecchia
di Giacomo Rizzo

TARANTO - Buona l’anteprima. Ma c’è qualcosa che ha spiazzato gli appassionati della rassegna «L’Isola che vogliamo». Forse un difetto o un ritardo di comunicazione. Il «Festival dello Scorpione» ha attirato sabato sera alcune migliaia di persone, garantendo musica di qualità con un ritmo coinvolgente. Era, però, l’unico evento in programma, seppur di spessore. Chi ha girato il borgo antico in cerca dei consueti appuntamenti che la kermesse riserva ormai da quattro anni è rimasto deluso. Per la versione «classica» de «L’Isola che vogliamo», nata nel 2011 per iniziativa dell'associazione culturale «Terra», bisognerà attendere mercoledì prossimo, giorno tradizionalmente dedicato alla manifestazione che miscela spettacolo, aggregazione e offerta ricettiva e si pone l’obiettivo di riscoprire e qualificare la città vecchia. Che non sia solo una festa d’estate ha ammonito l’arcivescovo Flippo Santoro, ricordando i problemi sociali e la decadenza dell’Isola. C’è infatti una città che vuole riemergere ed una che cade a pezzi.

Gli eventi estivi fanno riemergere potenzialità e contraddizioni. «Per questo - spiega Antonio Santacroce presidente dell’associazione culturale «Terra», che dal 2011 organizza l’evento - abbiamo pensato ad un'offerta maggiormente raccolta, che punta più sulla riscoperta dei tesori dimenticati della Città vecchia e meno sull'intrattenimento. Sabato sera è andata in scena la fase sperimentale e possiamo ritenerci soddisfatti, anche se è stata recepita come se fosse la versione abituale dell’Isola. In via Duomo c’era gente che cercava le postazioni, ma avevamo comunicato che il debutto di sabato era dedicato al Festival dello scorpione. È stato uno spettacolo bellissimo con oltre 4 ore di world music e 60 musicisti provenienti da tutto il mondo». Il 13, sottolinea Santacroce, «torniamo con il classico format delle postazioni sparse nel borgo antico e le visite ai palazzi storici. Gli altri appuntamenti sono quelli del 16 e del 20 agosto. Noi non facciamo una questione di numeri. Anzi, un afflusso esagerato di gente creerebbe confusione e impedirebbe la fruizione delle nostre proposte. Preferiamo soffermarci sulla qualità dell’offerta e sul desiderio di far parlare dell’Isola».

Sabato erano aperti al pubblico anche il Museo diocesano e il palazzo arcivescovile, oltre alle chiese storiche tra i vicoli. «Al Mudi - riferisce don Franco Simone, responsabile dell’Ufficio Beni culturali della Diocesi - c’è stata un’affluenza abbastanza importante con 96 ingressi, mentre all’Arcivescovado è andata un po male. Lì le visite avvengono su prenotazione ed è stata fatta pubblicità in ritardo. Alla fine siamo riusciti a fare 60 ingressi rispetto ai 100-110 degli altri anni». Nelle chiese, aggiunge don Franco, «c’è stato un bel movimento, ma la vera sorpresa è stata il Museo. Quest’anno abbiamo deciso di non prevedere spettacoli all’interno del Museo perchè la gente si fermava a vedere gli artisti e non entrava. In questa circostanza il bilancio è positivo rispetto ai numeri ordinari». La maggior parte «di visitatori erano tarantini. E devo dire che erano tutti meravigliatissimi. Non si aspettano - ammette il responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Curia - cose così belle nella Città vecchia. Questa è veramente una riscoperta del centro storico ed è stata possibile grazie all’attenzione del vescovo che ha deciso di partecipare, nonostante i ritardi nell’organizzazione, e di aprire anche la sua casa privata alla fine».

Commenta positivamente sia il «Festival della Scorpione» che il primo evento di Indoor Cycling. sulla Rotonda del Lungomare l’assessore alle Attività produttive, Gionatan Scasciamacchia. «C’è stato un grande afflusso di gente. Sui social network abbiamo assistito ad alcune polemiche, ma invece abbiamo dimostrato che Taranto è viva e risponde bene a questo tipo di iniziative. Nonostante la poca pubblicità, la gente ha risposto. Ho visto tanti turisti di fuori regione e gli esercizi commerciali erano tutti pieni». L’appello dell’arcivescovo non sorprende l’assessore. «È giusto soffermarsi sui problemi della Città vecchia. E l’amministrazione lo sta facendo. Voglio ricordare che la giunta nei giorni scorsi ha approvato un provvedimento che farà arrivare sul territorio 27 milioni di euro attraverso la ristrutturazione di immobili di proprietà comunale».

Per l’assessore Cisberto Zaccheo (Cultura, spettacolo e turismo) «è ovvio che tutte le cose sono perfettibili. Abbiamo avuto segnali di positività, anche se la gente probabilmente cercava gli eventi sparsi in Città vecchia. Faremo un’ulteriore conferenza dei servizi per migliorare alcune cose che forse non sono andate al meglio. Gli eventi organizzati dal Comune, come quelli nella villa Peripato, in piazza Carmine e piazza Maria Immacolata sono stati accolti con favore dai tarantini. Ora ci attendiamo molto sia dall’Isola che vogliamo che dalla tappa del Battiti live, uno sforzo che l’amministrazione ha voluto fare per dare alla città un altro evento di qualità - chiosa Zaccheo - e di attrattiva importante».

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