Cerca

La famiglie sgomberate dal centro di Taranto «Vogliamo le case»

TARANTO – “Nessuna soluzione temporanea sarà accettata. Si pretende l’assegnazione urgente e definitiva di case che rispettino le condizioni di ogni singolo nucleo familiare”. E’ l'appello rivolto dalle 21 famiglie (ossia 60 persone tra cui 30 bambini e quattro donne incinte) residenti nelle abitazioni a rischio crollo della città vecchia, a cui è stata notificata una ordinanza di sgombero, firmata dal sindaco Ippazio Stefàno. Gli appartamenti sono stati sottoposti a sequestro preventivo d’urgenza il 23 luglio scorso dalla Guardia di finanza su disposizione della magistratura
La famiglie sgomberate dal centro di Taranto «Vogliamo le case»
TARANTO – “Nessuna soluzione temporanea (come soggiorni in alberghi, in ostelli o in appartamenti vincolati da contratti di locazione temporanei) sarà accettata. Si pretende l’assegnazione urgente e definitiva di case che rispettino le condizioni di ogni singolo nucleo familiare, con documentazione che accerti, di forma sicura e trasparente, l'idoneità e la stabilità delle stesse”. E’ l'appello rivolto dalle 21 famiglie (ossia 60 persone tra cui 30 bambini e quattro donne incinte) residenti nelle abitazioni a rischio crollo della città vecchia, a cui è stata notificata una ordinanza di sgombero, firmata dal sindaco Ippazio Stefàno. Gli appartamenti sono stati sottoposti a sequestro preventivo d’urgenza il 23 luglio scorso dalla Guardia di finanza su disposizione della magistratura.

In particolare, si tratta dei residenti degli isolati 4, 5, 7, 9 di Vicolo 2, nel borgo antico. “Si pretende – scrivono in una nota i portavoce delle famiglie interessate – che la pubblica amministrazione si assuma l’obbligo di rispettare la scelta di quelle famiglie che esprimono la volontà di restare nella città vecchia e, dunque, che si attivi nel ricerca di soluzioni abitative idonee nell’isola”.

L'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Enrico Bruschi riguarda appalti assegnati per eseguire lavori di ristrutturazione. Sono nove le persone indagate tra imprenditori, dirigenti e funzionari comunali per ipotesi di reato di omissione di lavori su edifici a rischio crollo e truffa aggravata. Una perizia ha stabilito che diversi lavori di consolidamento risultavano solo sulla carta ma non erano stati mai realizzati.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400