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La proposta: «I pendii di Castellaneta patrimonio Unesco»

di FULVIO COLUCCI
CASTELLANETA - Il progetto per la promozione culturale del centro storico continua il suo passo lungo una linea d’orizzonte illuminata dalla cruda luce del borgo mediterraneo che anela al mare. Il resto si vedrà, confidando nella sensibilità dell’Unesco, che già ha guardato a Matera (per citare un esempio illustre) in tal senso
La proposta: «I pendii di Castellaneta patrimonio Unesco»
di FULVIO COLUCCI

CASTELLANETA - A vederli così, i pendii del centro storico, ti chiedi se davvero non siano stati concepiti da una particolare - e capricciosa - inclinazione del vento, del sole e dell’acqua. Un parto in nome del clinamen di Epicuro, il volgersi degli atomi in casuale dissonanza, per poi incontrarsi. Nella luce, nel sole, nel vento. Nelle urla remote dei giochi di bambini, nei musicali miagolii di gatti assonnati. Certo, la strada per preparare la relazione da spedire all’Unesco dovrà essere battuta con perizia e corredata di tutti i dettagli tecnici.

Architetti e ingegneri che aiutano l’Amministrazione comunale di Castellaneta, in questo sforzo di valorizzazione artistica e storica di alcuni suggestivi punti del paese vecchio, non potranno avere tempo per soffermarsi su atomi, raggi di sole che trafiggono le scalinate rendendole bianche come certi ossi di seppia di montaliana memoria, bisbigli di vento narranti leggende contadine e storie di cavalieri cortesi.
Insomma vuole respirare il centro storico di Castellaneta, usando il polmone dei suoi pendii. Vuole farlo chiamando a raccolta gli elementi naturali: oltre il vento, la luce e l’acqua (i pendii sono nati per sfruttare l’acqua piovana), anche la pietra. E quel grande dinosauro addormentato, su cui si poggia la vita di Castellaneta e di tutti i paesi che corrono longo l’ossea dorsale ocra fino a Matera, che si chiama gravina.

Il progetto per la promozione culturale del centro storico continua il suo passo lungo una linea d’orizzonte illuminata dalla cruda luce del borgo mediterraneo che anela al mare. Il resto si vedrà, confidando nella sensibilità dell’Unesco, che già ha guardato a Matera (per citare un esempio illustre) in tal senso. E poi Castellaneta sa cosa farsene dei pendii. Lo sa bene, lo sa da sempre. Sa cosa fare delle discese (o se andate a ritroso delle salite) dai nomi indimenticabili come un certo profumo di gerani - Pendio Logroya, Pendio San Domenico, Pendio Patroni, Pendio Caporlando - le porte d’accesso alla cultura, ai saperi, a una serie di inizative che partano dal basso: piccole esibizioni musicali o di poesia, letture, perché no: mostre fotografiche. Tutto quel che possa valorizzare l’antico lavorio, non vano, che acqua piovana, vento, sole e sapienza dell’uomo fecero.

Riascoltare voci contadine che scesero e salirono quelle scale, portando stretto nel cuore il segreto della fatica, ma anche l’an - tichissima saggezza della terra. Il centro storico di Castellaneta ha peculiarità importanti: ci abitavano Greci, Ebrei, arrivarono i Normanni e poi francesi, spagnoli, via via fino ai giorni nostri. In questo corpo urbano si è sviluppata la storia dei pendii come fili della memoria, tesi a ricordare un passato importante che non può restare lettera morta.

Si parla dei pendii, ne parla il giornalista Egidio Saracino che ha a cuore il progetto (è responsabile del comitato promotore) e che punta alla realizzazione (sono state raccolte già un migliaio di firme di castellanetani e non per sostenerlo). Parla di loro come di «labirinti aperti alla luce e alle improvvise giraglie dei venti di tramontana e scirocco». Parla e pensa a iniziative culturali «dal basso» Marisa Descrivo, consigliere comunale di maggioranza con delega alle Attività produttive. Lei ai pendii di musica, immagini e parole ci crede. Insomma i pendii perché la vita, intesa come essenza stessa della cultura, sia in alto e in basso, fluisca e rifluisca in un eterno ritorno della storia, dell’arte, dei sentimenti anche e degli affetti. Gli affetti, quella mozione degli uomini del Sud che, ricordava Sciascia, risolve ogni dilemma difendendo dagli eccessivi rigori della ragione. Se son gerani fioriranno. Rigorosamente alle finestre innamorate dei pendii.

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