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«L'Ilva è in crisi e si nominano nuovi manager?»

di FULVIO COLUCCI
TARANTO - L’Ilva completa le nomine della gestione commissariale, ma le decisioni di Piero Gnudi cadono in un momento di tensione e d’incertezza massima. Ad attestarlo il malumore raccolto dalla “Gazztta”, tra i lavoratori: operai e, in particolare, impiegati. Domande e riflessioni: «Come mai in un’azienda che versa in una profonda crisi di liquidità, si trovano i soldi per pagare centinaia di migliaia di euro a pochi, quando il resto della forza lavoro è costretta al contratto di solidarietà?»
«L'Ilva è in crisi e si nominano nuovi manager?»
di FULVIO COLUCCI

TARANTO - L’Ilva completa le nomine della gestione commissariale, ma le decisioni di Piero Gnudi cadono in un momento di tensione e d’incertezza massima. Ad attestarlo il malumore raccolto dalla “Gazzetta”, tra i lavoratori: operai e, in particolare, impiegati. Al punto che, malgrado le ferie, il sabato, il clima rilassato del fine settimana, serpeggiano inquietudini, pensando proprio al nuovo management. Domande e riflessioni: «Come mai in un’azienda che versa in una profonda crisi di liquidità, si trovano i soldi per pagare centinaia di migliaia di euro a pochi, quando il resto della forza lavoro è costretta al contratto di solidarietà e ha subito il mancato pagamento del premio di produzione della 14esima mensilità nelle retribuzioni del mese di luglio 2014, che presumibilmente sarà corrisposta con le competenze del mese di agosto?».

A questo proposito, venerdì, i timori di nuovi slittamenti nelle retribuzioni e nel pagamento dei premi hanno registrato il picco massimo tra i lavoratori. Circolava, infatti, un falso lancio del Televideo Rai, confezionato da qualche «manina» burlona o attratta irresistibilmente dall’effetto- caos. Un’immagine che ha fatto il giro dello stabilimento siderurgico, seminando il panico tra i lavoratori.
Il testo recitava: «Caos Ilva. Le banche non concedono il prestito ponte in quanto mancano ancora le garanzie del governo. I tempi si allungano ulteriormente e gli stipendi del 12 agosto sono praticamente saltati, almeno per ora».

Se alla falsa notizia aggiungiamo l’annuncio (vero) della chiusura di due tubifici, da lunedì prossimo e fino al 17 agosto, sommando anche la ridotta attività dell’intero stabilimento, la somma è assai pesante da gestire: la paura non più solo di nuovi ritardi nella retribuzione dei salari, ma anche di una sempre meno lenta, e sempre più inarrestabile, agonia fino alla chiusura della fabbrica in poco tempo. Tornando al quadro delle nomine, c’è da chiedersi: era necessario per il commissario straordinario Piero Gnudi ricorrere a un amministratore delegato visto che la precedente gestione commissariale di Enrico Bondi ne aveva fatto a meno? Roberto Renon - ex Alitalia, Trenitalia ed Edison Termoelettrica, ricoprirà l’incarico dal primo settembre. Da qualche giorno, è già in sella la nuova linea di comando in fabbrica: Ruggero Cola direttore dello stabilimento, Raffaele Del Noce, direttore del personale, Marco Pucci a capo delle vendite, per fermarsi ai soli ruoli di vertice, ma di nomine ne sono state effettuate altre.

«Non vorremmo tornare ai tempi dell’Iri con centinaia di dirigenti e stipendi da... favola» dicono alcuni lavoratori. E poi masticano amaro: «Tra novembre e dicembre del 2013 sono stati assunti 30 nuovi ingegneri con contratto interinale; i dipendenti sono in solidarietà, escono ogni giorno un’ora prima, hanno consumato le ferie, sono retribuiti al 70 per cento. In tanti, tra noi, attendono adeguamenti contrattuali, premi, che spetterebbero per merito. Ma si allargano le braccia e si dice: c’è la crisi, manca la liquidità».

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