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Sabato 23 Settembre 2017 | 22:13

Vincita negata da 33 anni il tribunale trasmette gli atti al pm di Roma

TARANTO – Il tribunale civile di Roma ha ordinato la trasmissione alla procura della capitale dell’intero fascicolo sul reclamo per la presunta vincita al Totocalcio da oltre un miliardo di lire realizzata il primo novembre del 1981 da Martino Scialpi, commerciante di Martina Franca (Taranto). Il Coni non ha mai pagato perchè sostiene che la matrice della schedina non sia mai giunta agli archivi corazzati di Roma e Bari
Vincita negata da 33 anni il tribunale trasmette gli atti al pm di Roma
TARANTO – Il tribunale civile di Roma ha ordinato la trasmissione alla procura della capitale dell’intero fascicolo sul reclamo per la presunta vincita al Totocalcio da oltre un miliardo di lire realizzata il primo novembre del 1981 da Martino Scialpi, commerciante di Martina Franca (Taranto). Il Coni non ha mai pagato perchè sostiene che la matrice della schedina non sia mai giunta agli archivi corazzati di Roma e Bari.

Nel dispositivo in cui ordina la trasmissione, il collegio fa presente che “la richiesta trasmissione degli atti appare doverosa poichè la gravità delle accuse in quella sede formulate impone un approfondito accertamento delle eventuali responsabilità penali nei confronti dei funzionari pubblici eventuali autori delle ipotizzate condotte”. Era stato lo stesso Tribunale, nell’udienza del 10 marzo scorso, ad imporre al Coni di presentare entro il 29 aprile i verbali della Commissione di Zona di Bari delle giocate del primo novembre 1981, per controllare spoglio, bollini e matrici, nonchè il rapporto inviato dalla commissione di zona di Bari alla commissione centrale di controllo di Roma e tutti i relativi documenti rispetto alla giocata.

“Il Coni – sottolinea l’avv. Guglielmo Boccia, difensore di Scialpi – non ha presentato la documentazione e il collegio, invece di disporne il sequestro, ha emesso un’ordinanza anomala”. Nel frattempo Scialpi ha depositato una denuncia-querela presso le Procure della Repubblica dei Tribunali di Roma, Bari e Taranto, la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, di Salerno e di Lecce, la Corte di Cassazione e il Csm, per “un rigoroso approfondimento di eventuali responsabilità penali nei confronti di funzionari pubblici eventuali autori di ipotizzate condotte”.

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