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Giovedì 21 Settembre 2017 | 09:03

Tra Lizzano e Specchiarica la protesta dei depuratori

TARANTO - Nei giorni scorsi è stata Legambiente, attraverso il monitoraggio di «Goletta Verde», a denunciare la situazione critica esistente alla foce del fiume Galeso a Taranto e in prossimità del vecchio scarico del depuratore di Pulsano. Adesso scatta l’sos per altre due località: Marina di Lizzano e Specchiarica, quest'ultima compresa tra San Pietro in Bevagna e Torre Colimena. Nel primo caso si denuncia il cattivo funzionamento dell’impianto esistente, nel secondo, invece, si teme che il nuovo depuratore progettato  possa alterare lo stato delle acque a causa dello scarico a mare
Tra Lizzano e Specchiarica la protesta dei depuratori
TARANTO - Allarme inquinamento per il litorale tarantino. Se nei giorni scorsi è stata Legambiente, attraverso il monitoraggio di «Goletta Verde», a denunciare la situazione critica esistente alla foce del fiume Galeso a Taranto e in prossimità del vecchio scarico del depuratore di Pulsano, adesso scatta l’sos per altre due località: Marina di Lizzano e Specchiarica tra San Pietro in Bevagna e Torre Colimena. Nel primo caso si denuncia il cattivo funzionamento dell’impianto esistente, nel secondo, invece, si teme che il depuratore progettato - e per il quale sono cominciati i rilievi preliminari - possa alterare lo stato delle acque con lo scarico a mare.

Per Marina di Lizzano, denuncia il movimento ambientalista «Attiva Lizzano», «anche questa stagione estiva pare sia già persa se consideriamo i danni economici subiti dagli operatori turistici per l’evidente inquinamento delle acque dovuto a microalghe e non si sa a quali altre sostanze». Si tratta di problemi «presenti da un po’ di anni, cioè da quando il depuratore consortile di Lizzano, Fragagnano e San Marzano che scarica in mare, in località Ostone, le acque trattate». Per il movimento, neppure le ordinanze dell’Amministrazione comunale di Lizzano, «finalizzate a convogliare i reflui in falda piuttosto che nel canale Ostone nelle stagioni estive 2012 e 2013, sono servite a risolvere qualcosa». Per «Attiva Lizzano», «che il depuratore non soddisfi totalmente la tabella 4 per il quale è stato progettato, lo si deduce dalla mancata autorizzazione da parte della Provincia di Taranto e dal recente sequestro, con facoltà d’uso, ordinato dal Tribunale di Taranto ritenendo l’impianto di depurazione “suscettibile di protrarre l'attitudine molesta dello sversamento in mare di sostanze nocive e di aggravare il correlato pregiudizio all'ambiente, in particolare all'ecosistema marino e all'equilibrio idraulico zona”».

Dopo aver rilevato che «anni di discussioni in Regione, con varie conferenze di servizio, non hanno prodotto alcunché», «Attiva Lizzano» rilancia la sua proposta: «Le acque reflue devono essere trattate e recuperate per il riutilizzo ai fini agricoli». E in questo senso si ritiene «fondamentale che l’attuale depuratore si munisca di un ulteriore sistema di affinamento delle acque. Le acque così sanificate per circa un terzo rimarrebbero a Lizzano, nella rete idrica esistente a sud del depuratore costruita nel 2000 appositamente per il riutilizzo delle acque reflue in agricoltura, e per circa due terzi spinte, con l’ausilio di elettropompe, nel vicino invaso Pappadai, progettato per contenere 20 milioni di metri cubi d’acqua per uso irriguo. Le strutture da approntare consisterebbero nel verificare lo stato dei 22 chilometri di rete idrica collaudata nel 2000 ed eventualmente potenziarla per l’area di Lizzano».

Sullo stesso tratto di litoranea, più esattamente a Specchiarica tra San Pietro in Bevagna e Torre Colimena, monta invece la protesta per il progetto del nuovo depuratore. Stasera nuova riunione del Tavolo istituzionale ad Avetrana. Quattordici comuni delle province di Taranto e Brindisi hanno già detto no alla condotta sottomarina relativa alla scarico a mare del nuovo impianto a servizio di una fascia di Comuni.

La Regione Puglia ha invitato gli enti locali a proporre delle alternative invitandoli ad un nuovo incontro per il 4 agosto, ma intanto sono già partiti i rilievi tecnici nel tratto di mare interessato alla condotta. E questo viene giudicato dagli amministratori comunali come contradditorio, «anche perchè - si osserva - noi non siamo contrari al nuovo depuratore ma solo al suo scarico in mare». E intanto Gregorio Mariggiò, segretario provinciale dei Verdi, ha chiesto al prefetto di Taranto, Umberto Guidato, l’annullamento dell’ordinanza rilasciata dalla Capitaneria di porto alla società che sta eseguendo le indagini stratigrafiche al largo di Specchiarica.

«I lavori stanno avvenendo in assenza del previsto monitoraggio di Arpa Puglia, così come stabilito nel procedimento di Valutazione d’impatto ambientale. Questo monitoraggio - aggiunge -, così come previsto dalla procedura di Via, non viene menzionato nell’ordinanza della Capitaneria. Inoltre, i lavori hanno avuto inizio e proseguono in piena stagione estiva, in contrasto con quanto previsto dalla procedura di Via. Infine, i lavori che si stanno realizzando, per la vicinanza alla riva del mezzo che li sta eseguendo, possono creare pregiudizio alla balneazione e non garantire quindi l’incolumità ai bagnanti».

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